Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia Via Roma, 98

Una storia controcorrente e vincente, di "resistenza emporiale"

La congiuntura economica sfavorevole, i centri urbani abbandonati dalle attività commerciali a favore dei grossi insediamenti, la paura. Le ragioni per non rischiare in campo economico sono molteplici, ma il giovane Marjol Cekrezi ha voluto comunque lanciare la sua sfida: «Credo che si debba ridare speranza anche nei centri dove tutti sembrano scappare»

Marjol Cekrezi all'interno del suo negozio

La voglia di provarci, di investire in qualcosa in cui si crede quanto messo da parte e la convinzione di avere una buona idea. È così che è partita l'avventura imprenditoriale di Marjol Cekrezi, 27enne di Osoppo, che ha deciso di fare una scelta diversa da quelle che vanno per la maggiore in questi anni: aprire un negozio in un centro cittadino - in questo caso Gemona - e non in una struttura commerciale di periferia. 

L'ORIGINE. «Ho sempre avuto una vera passione per la tecnologia, l'informatica e la telefonia – spiega il neoimprenditore -. Ho prima di tutto aperto un blog (www.androidlive.it), che mantengo tuttora, dove si parla di prodotti e news, si effettuano test sui telefoni e sui sistemi correlati. Col passare del tempo ho capito che mi piaceva sempre di più questo mondo, e così ho deciso di fare il passo finale per aprire un negozio.

GEMONA. Perché a Gemona? Credo fortemente nella potenzialità dei piccoli centri, dove puoi ancora parlare con la gente, capire le esigenze e dare le risposte migliori e giuste. Abbiamo la possibilità di dare risposta ai più giovani, offrendo prodotti che troverebbero solamente on line, senza i rischi legati agli acquisti in rete. Ai più anziani, invece, forniamo l'assistenza che nei grossi centri non potrebbero ricevere. Spesso ci troviamo a fare dei veri e propri corsi personalizzati per l'utilizzo degli smartphone, e lo facciamo con il sorriso e la disponibilità che riteniamo necessaria».

LA VOGLIA DI DARE UN SEGNALE. «Quando giravo per le strade soprattutto quest'estate, vedevo solamente cartelli con le scritte “vendesi”, “chiuso”, “affittasi” - spiega Marjol -. Lo trovavo così avvilente che ho finito per credere nel mio progetto. Così, ho esposto fuori dal negozio che avevo affittato un grande cartello “Noi ci crediamo, per questo investiamo”. Grazie agli amici che mi hanno aiutato, oggi siamo qui, e ci crediamo ancora di più. È un dovere di noi giovani provarci con tutte le nostre forze».

IL FUTURO. Nell'attività di Gemona lavora con lui anche una giovane del posto, ma Cekrezi non esclude che se gli affari continueranno ad andare bene i posti di lavoro possano aumentare. «Per il momento sono soddisfatto di come stanno andando le cose – racconta -, spero che col passare dei mesi e con la fidelizzazione dei clienti possa aumentare il volume di affari e di conseguenza anche la possibilità di impiegare ancora giovani del gemonese. Questo vorrei fare, dare lavoro ai ragazzi di questi posti. Il mio sogno sarebbe di aprire ancora altri negozi in altri paesi come Gemona, con la stessa tipologia. Credo che si debba ridare speranza anche nei centri dove tutti sembrano scappare: un ritorno alle piccole botteghe per la gente che non ha voglia o possibilità di andare nei grossi centri può essere una scelta coraggiosa, ma giusta. Io ci sto credendo, e spero di aver intrapreso la strada giusta». 

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