Economia

«Bene l’attenzione riposta a turismo e commercio, ma alla Regione manca coraggio»

La Filcams Cgil Fvg commenta, attraverso le parole di Francesco Buonopane, il disegno di legge approvato dalla Giunta regionale "Sviluppo Impresa"

Nelle giornate scorse, con voto unanime, è stato approvato dal Consiglio Regionale il Disegno di Legge denominato “Sviluppo Impresa”.
«Se il metodo di confronto preventivo con le forze sociali adottato dall’Assessorato competente risulta sicuramente apprezzabile, crediamo si sarebbe potuto agire con scelte politiche più coraggiose e in grado di delineare una prospettiva per il territorio regionale», spiega Francesco Buonopane della FILCAMS CGIL Fvg.
«Abbiamo avuto modo di rappresentare alla Giunta le nostre proposte, le nostre osservazioni, il nostro punto di vista. Certamente positiva l’attenzione riposta ai comparti del turismo e del commercio, tra i settori più impattati dalla pandemia e che rischiamo seriamente, anche per la loro endemica fragilità ed il nanismo aziendale, di affrontare crisi profonde e di conseguenza l’ impoverimento del tessuto sociale ed economico della nostra Regione. Abbiamo però difficoltà ad intercettare nel testo del provvedimento la strategia complessiva della Giunta, quale modello di turismo sostenibile si voglia agevolare, quale modello di commercio e terziario innovativo si preveda».

Le criticità

La sensazione, espressa dalla nota del sindacato, è che vi sia una serie di contributi rivolti alle Aziende «senza però l’adeguata e necessaria selettività degli incentivi e senza, soprattutto, subordinarli allo sviluppo del territorio, senza legarli all’occupazione, ai risultati, alla formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, al buon lavoro».
Sul turismo, ad esempio, «positivo il tentativo di superare la micro dimensione delle Imprese stimolando processi di aggregazione, così come positivo e necessario un riordino dei Consorzi, agenti in grado di innescare economie di scala e produrre massa critica tra Imprese. Non legare però i provvedimenti di incentivazione rivolti alle Imprese al dato occupazionale ed al diritto ad una formazione continua delle lavoratrici e dei lavoratori, abdica al tentativo di normalizzare un settore connotato da elementi di elusione e di forte precarietà dei rapporti di lavoro».

Proposte

Attraverso le parole di Buonopane, la Filcams Cgil del Fvg avanza alcuen considerazioni: «crediamo che il turismo viva della compenetrazione e trasversalità di altre politiche pubbliche, dalla tutela e valorizzazione del patrimonio artistico storico culturale, alle politiche energetiche piuttosto che ambientali, senza dimenticare le necessarie infrastrutture che possono sostenere l’offerta turistica e destagionalizzare il nostro litorale. Come tra l’altro si intersechi questo provvedimento col recovery fund regionale, inoltre, sarebbe utile averlo ben chiaro per evitare doppioni e doppi canali di finanziamento e contributi, disperdendo così tempo ma soprattutto risorse».

La digitalizzazione

Un filo conduttore della legge è la digitalizzazione. «A tal proposito però, e speriamo che i regolamenti da adottarsi vadano in questa direzione, andrebbe meglio codificato e identificato il perimetro del concetto di digitale, al fine di non intendere per leva di sviluppo e incremento di produttività, ad esempio, la semplice sostituzione di un registratore di cassa, sostituzione necessaria magari in ottemperanza a norme nazionali. E ancora, ribadiamo come sia necessario affiancare i processi di digitalizzazione delle Imprese con
la necessaria formazione e qualificazione delle lavoratrici e dei lavoratori, onde evitare che le Imprese si riorganizzino per poi mettere alla porta centinaia di lavoratori (in maggioranza donne)
», continua la nota sindacale.

Il commercio

«Bene, infine, l’opportunità che si potrebbe aprire col distretto del commercio, anche se poteva esser inserito nella revisione della Legge sul commercio che l’Assessore ha indicato di voler aggiornare in primavera. Quel momento di aggiornamento poteva costituire il contenitore all’interno del quale affrontare in maniera organica il comparto, la dicotomia centro commerciale – centri storici, individuando nuovi strumenti di programmazione territoriale e dando ruolo non soltanto alle Organizzazioni Sindacali nella gestione dei processi e dei mutamenti ma con un’ottica di genere attenta alle necessità ed alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, spesso messi nella condizione di non poter gestire i propri tempi di lavoro e di vita privata. Un Disegno di Legge, quindi, che ci saremmo aspettati più coraggioso e in grado d incidere da protagonista nel tessuto economico del territorio e in comparti sui quali, da anni, chiediamo una
legislazione di supporto e sostegno, non solamente alle Imprese
».

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