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Sergo (M5S): "Mediocredito poteva sostenere la Mercatone Uno di Reana"

Dalla denuncia di una dipendente alla riflessione del portavoce pentastellato in Consiglio regionale: "Perché le banche del territorio non aiutano i lavoratori in difficoltà nemmeno a fronte di una doppia garanzia?"

Parte dalla denuncia di una dipendente del Mercatone Uno di Reana del Rojale, la riflessione di Cristian Sergo, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che la pubblica in una nota: "Ci hanno fatto perdere ben tre anni del contributo regionale di solidarietà, attivato 4anni fa e terminato il 7 aprile scorso con l'inizio della cassa integrazione. A causa di incredibili inadempienze burocratiche da parte dell'azienda e dei sindacati, alla fine la Regione ha accettato di erogare questo contributo solo per gli ultimi 12
mesi. Così ogni dipendente ha perso una cifra che va dai 2 mila ai 3 mila euro. Una cosa gravissima per persone che non hanno più
un reddito certo. Eppure l'allarme non è ancora finito. Pare infatti che le richieste per il contributo regionale di solidarietà per l'unico anno spettante di diritto non siano state ancora inoltrate alla Regione, mentre Mercatone e sigle sindacali continuano a trincerarsi dietro il silenzio più assoluto."

Le domande che Sergo si pone, allora, sono innanzitutto rivolte all'istituto di credito regionale: "Se Banca Mediocredito FVG gestisce un apposito fondo di garanzia e ha stipulato delle convenzioni con gli istituti bancari per erogare questi soldi, perché le banche del territorio non aiutano i lavoratori in difficoltà nemmeno a fronte di una doppia garanzia?"

Per l'esponente pentastellato, il dato più drammatico di tutta la vicenda Mercatone Uno sta nel fato che i lavoratori sono in contratto di solidarietà ormai da quattro anni. La società di Imola prima e la struttura commissariale nominata dal Governo Renzi poi - scrive Sergo - non hanno mai richiesto alla Regione Friuli Venezia Giulia i contributi da questa previsti per i contratti di solidarietà. L'azienda in questi anni avrebbe potuto avere un contributo per la quota del 40% a titolo di sostegno all'impresa e per la quota del 60% a titolo di sostegno al reddito dei lavoratori. Tanti soldi che avrebbero sicuramente fatto comodo alle povere casse del Mercatone Uno, e che invece non sono mai state utilizzate.


Nonostante l'impresa non fosse regionale ma avesse tre punti vendita nel nostro territorio, probabilmente non conosceva la legge regionale di riferimento - conclude Sergo -, ma le persone e le istituzioni coinvolte nella stipula di quei contratti dovevano conoscerla e anche bene. Ecco perché chiederemo anche a livello parlamentare il perché di questi ritardi.

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