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Economia

Troppo caldo al lavoro, sciopero in fabbrica a Pocenia

Accade alla Modine. Gli operai non vogliono essere impiegati a più di 40 gradi

L’emergenza climatica infiamma anche le fabbriche dove in questi giorni di caldo estremo, di siccità, di incendi che divampano come fossimo in California e non a Nordest, lavorare diventa faticoso. Forse anche pericoloso. A fare i conti con la colonnina di mercurio schizzata oltre i 40 gradi ieri sono stati i lavoratori della Modine di Pocenia. Una beffa considerato che l’impresa, forte di 900 persone a libro paga in Fvg tra Pocenia (600) e Amaro (300), produce sistemi di raffrescamento industriale.  Nonostante il business, all’interno dei suoi stabilimenti Fvg sistemi per abbassare la temperatura non ce ne sono e così, ieri, la colonnina di mercurio a Pocenia è schizzata ancora una volta in alto. Troppo in alto. Oltre i 40 gradi nel primo pomeriggio. Troppi per lavorare si sono detti i dipendenti – circa 200 quelli di turno pomeridiano – che hanno deciso, sui due piedi, d’incrociare le braccia. Consultate le segreterie sindacali, i delegati Rsu hanno proclamato un pomeriggio di sciopero. L’emergenza caldo s’innesta, in Modine, in un quadro di relazioni sindacali complicate che vede in corso da tempo una trattativa sul contratto integrativo tutt’altro che prossima ad andare a segno. L’auspicio è ora che l’azienda prenda delle contromisure per abbassare la temperatura all’interno degli stabilimenti. Se così non fosse, se garanzie non dovessero arrivare a stretto giro, lunedì gli stop potrebbero riprendere. 

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