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Un momento del convegno, con al centro il presidente Leonardo Piccoli

Un momento del convegno, con al centro il presidente Leonardo Piccoli

Mercato immobiliare in Friuli Venezia Giulia: 100mila case vuote

“Dobbiamo rimettere l'immobiliare al centro della politica di crescita perché senza la casa il Paese non potrà ripartire”. E' lo slogan della Fiaip, la Federazione Italiana degli agenti immobiliari professionali

Sono passati sette anni dall'inizio della crisi: sette anni di difficoltà oggettive testimoniate dai dati: le compravendite residenziali in Italia che avevano sfiorato quota 900 mila nel 2006 si sono più che dimezzate ad oggi, toccando il fondo lo scorso anno (403 mila). Stesso trend nella nostra regione: in Provincia di Udine, per fare un esempio, nel 2007 erano 7.500 le compravendite annue, nel 2013 sono state 4004.

“In un qualsiasi mercato immobiliare non strutturato e maturo sarebbe scoppiata la “bolla” da molti operatori economici prevista – commenta il Presidente della Fiaip Fvg, Leonardo Piccoli – Questo non è successo in Friuli Venezia Giulia”.

E il 2014 farà segnare una lieve ripresa per quanto riguarda il settore residenziale e l’ultima nota del 2^ trimestre 2014 a cura dell’Agenzia delle Entrate-OMI, ci induce a pensare che finalmente ci sarà un segno positivo.  A rallentare saranno ancora le destinazioni commerciali e del terziario (uffici) mentre la sorpresa saranno le destinazioni produttive (capannoni) le cui transazioni molto probabilmente chiuderanno con un segno positivo a due cifre rispetto al 2013. “E’ evidente che ci sia stato un riequilibrio naturale dei valori – questa l'analisi di Piccoli - dovuto principalmente ad un mercato della domanda che si è di colpo arrestato per “paura”.

Il settore è stato tartassato basti pensare che negli ultimi anni il gettito erariale sull’immobiliare è passato da 10 a 30 miliardi di euro e questo è stato uno dei motivi principali della “paura”. Senza poi considerare il grande pasticcio della IUC (TARI-TASI-IMU).

Ci sono inoltre 554.000 case occupate da nuclei familiari  residenti e circa 50.000 case turistiche; ma circa 100.000 unità residenziali risultano vuote in attesa di un occupante.

Cosa succederà quindi nei prossimi 5 anni? 

La Fiaip attraverso il proprio Centro Studi ha elaborato una fotografia attuale del comparto ed una visione per i prossimi cinque anni.

“Se consideriamo il dato impressionante sullo stock immobiliare disponibile, - dice Piccoli - riflettiamo sul cambiamento demografico regionale dal 1974 ad oggi e pensiamo ad un nuovo modello del mercato del lavoro, risulta facile disegnare ed immaginare  il futuro regionale per almeno i prossimi anni 5 anni.

Avremo una società multietnica  in cui l’integrazione con gli stranieri sarà una risorsa se governata da chi ha responsabilità di governo ad ogni livello, mentre la decementificazione dovrà essere una costante congiuntamente al recupero dell’esistente. Occorre dare sostegno alla natalità, un’urgenza trasversale a tutte le forze politiche, mentre l’accesso al credito dovrà tornare ad essere considerato necessario per lo sviluppo. Infine l’emancipazione giovanile che ci vede agli ultimi posti in Europa andrà guidata e governata. Se si saprà intervenire su questo, il mercato immobiliare tornerà ad essere al centro dell’economia, delle famiglie e della crescita socio economica della nostra Regione”. Oggi in Regione circa il 76% dei residenti è proprietario della prima casa. “Dobbiamo avere maggiormente rispetto per il mattone che per tutti ha rappresentato e dovrà rappresentare un capitale da proteggere, il capitale delle famiglie. - conclude Piccoli - La fiscalità immobiliare dovrà essere armonizzata guardando alle rendite e non al patrimonio e la nuova riforma del catasto a cui la federazione guarda con interesse avrà principalmente il compito di disegnare una equità socio economica che oggi non esiste”.

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