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Terziario regionale, ritorna positivo il saldo tra aperture e cessazioni

Il Friuli Venezia Giulia è la terza regione italiana per acquisti e-commerce. Confcommercio Fvg: «Costruiamo sulle macerie». Il focus sul quarto trimestre 2015 


L’economia del Friuli Venezia Giulia ha imboccato la strada di una faticosa ripresa. Nel 2015, mentre gli altri settori continuano con il segno “meno”, il terziario fa registrare il ritorno a un saldo positivo (+382) tra imprese iscritte (4.311) e cessate (3.929). Una fotografia da maneggiare con prudenza, rimarca tuttavia il presidente regionale di Confcommercio Fvg Alberto Marchiori: «Si tratta certamente di un segnale positivo, ma di fatto costruiamo sulle macerie. Conosciamo bene le perdite, mentre per quel che riguarda le novità andrà verificato il peso della qualità d’impresa e dei nuovi posti di lavoro effettivamente attivati».
A Pordenone, nella sede locale dell’associazione, commentando l’elaborazione trimestrale realizzata da Format Ricerche e illustrata dal direttivo scientifico della società di ricerca Pierluigi Ascani, il presidente Marchiori ha anche ribadito «l’urgenza della riduzione della pressione fiscale e della sburocratizzazione, fattori che frenano il rilancio e la competitività delle aziende».

Commercio elettronico
L’indagine di Format Ricerche si arricchisce di un focus sul commercio elettronico. Il Friuli Venezia Giulia risulta essere la terza regione dopo Trentino Alto Adige e Lombardia nella classifica delle famiglie con accesso a Internet (sono il 69,4%, la media italiana è del 66,2%, percentuali comunque inferiori a quelle di altri paesi Ue).
Fvg terzo anche negli acquisti via Internet (il 33,7% dei consumatori nel quarto trimestre 2015 contro il 27,2% nazionale). Il giro d’affari online in Italia vale circa 16,6 miliardi (+16% sul 2014), con incrementi in particolare per editoria, Ict, abbigliamento e turismo.?Il fenomeno interessa anche le imprese: in regione il 12% delle imprese utilizza il proprio sito per vendere prodotti e servizi. E sempre il 12% delle imprese Fvg ha realizzato oltre il 15% dei ricavi tramite quel tipo di vendita. Non manca l’apertura all’estero: il 7,8% del terziario regionale usa l’e-commerce prevalentemente con clienti stranieri.

Il punto di vista delle imprese del terziario

INDICATORI GENERALI
Tasso di fiducia sull’economia italiana: 38,9 (da 37) +1,9
Tasso di fiducia sulla propria attività: 43,2 (da 42,4) +0,8
Indicatore dei ricavi: 38 (da 36) +2
Indicatore della situazione occupazionale: 35,5 (da 34,3) +1,2
Indicatore del rapporto imprenditore/fornitore sui prezzi: 46,2 (da 45) +1,2
Indicatore dei tempi di attesa dei pagamenti: 38,7 (da 37) +1,7
Indicatore della capacità finanziaria: 53,5 (da 53,2) +0,3

CREDITO
Imprese che hanno chiesto un fido: 28,2% (da 28%) +0,2%
Imprese che hanno visto accolta la propria richiesta: 47,2% (da 47%) +0,2%

Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dalla ricerca sulle imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia, realizzata da Confcommercio Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Format Research

Clima di fiducia
A fine 2015 il clima di fiducia delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi del Friuli Venezia Giulia raggiunge il punto più alto dell’ultimo quadriennio. La situazione è destinata a migliorare in vista della prima parte del 2016. Aumenta la fiducia anche con riferimento all’andamento della propria attività. Nella prima parte di quest’anno l’indicatore congiunturale confermerà la crescita, avvicinandosi sempre più all’area di «espansione» (50,0).

Congiuntura
Il ritrovato ottimismo degli imprenditori del terziario è confermato dalla situazione dei ricavi, il cui livello è giudicato in aumento. Si tratta del miglior risultato dal 2011, pur se ancora distante dai livelli pre-crisi ante 2008.
Migliora ancora la situazione relativa all’occupazione: il 2015 si conferma il primo anno di vera ripresa con riferimento all’indicatore in questione. A testimonianza di ciò, i dati ufficiali relativi alla sottoscrizione di nuovi contratti a tempo indeterminato, che incoronano il Fvg come prima regione in Italia per incremento percentuale rispetto ai dodici mesi precedenti (+109,7% rispetto al 2014, contro una media Italia pari a +46,9%, “Rapporto Inps sul precariato”).
Ruolo chiave lo ha svolto il bonus occupazionale previsto dal Jobs Act, utilizzato fin qui dal 12% delle imprese del terziario Fvg, di cui il 53% proprio con lo scopo di effettuare nuove assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre, la riduzione del bonus nel 2016 non inciderà sulle scelte di quasi la metà delle imprese del terziario.

Migliora leggermente la situazione dei prezzi praticati dai fornitori alle imprese. Anche in questo caso l’indicatore congiunturale è ormai molto vicino all’area di espansione.

Si accorciano i tempi di pagamento da parte dei clienti. Resta preoccupante, tuttavia, la situazione di un’impresa su quattro, specialmente se di piccole dimensioni.

Si stabilizza nell’area di espansione la situazione della liquidità. La tendenza registrata nel 2015 suggerisce un consolidamento del fenomeno nei prossimi mesi.
Credito

Resta stabile la percentuale di imprese che da ottobre a dicembre 2015 si sono recate in banca per chiedere un finanziamento, un affidamento o la rinegoziazione di un affidamento o di un finanziamento esistente (sono state il 28,2%). Tra queste, il 47,2% lo ha ottenuto secondo l’ammontare richiesto. 
In questo contesto, migliorano i giudizi relativi alle condizioni del credito da parte delle imprese del terziario della regione con un fido o un finanziamento in corso da oltre sei mesi. Ancora in calo i tassi di interesse e migliorano lievemente anche le valutazioni circa il costo dell’istruttoria e con riferimento a tutte le altre condizioni accessorie, la durata temporale del credito, le garanzie richieste.
 

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