Safilo: Regione e sindacati chiedono il contratto di solidarietà, l'azienda dice no

Atteggiamento di chiusura totale da parte della proprietà. Tutte le decisioni sono rimandate al Mise a Roma

Alcune lavoratrici della Safilo sfilano con le magliette della protesta

Nessuna buona notizia per i dipindenti di Safilo ed in particolare per quelli Martignacco. Dall'incontro avvenuto ieri in Regione, infatti, è emerso che i 226 dipendenti friulani diffcilmente potranno usufruire del contratto di solidarietà. La proposta avanzata dai sindacati è stata respinta dall'azienda, che nella riunione della II commissione del consiglio regionale ha anzi mantenuto un atteggiamento di totale chiusura. Ora tutto si deciderà a Roma giovedì.

La situazione

A tal proposito si è espresso anche l'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini che ha invitato i dirigenti dell'azienda al confronto e a mantenere un atteggiamneto di responsabilità sociale. "Pur riconoscendo le ragioni sulle quali poggia il piano di riorganizzazione prospettato dalla società - ha detto l'assessore - non possiamo dimenticare che siamo di fronte a 226 lavoratori che negli anni hanno già pagato pesantemente le politiche di ristrutturazione aziendale. Parliamo di persone e delle loro famiglie, che vengono prima di qualsiasi forma di profitto". "In linea con le posizioni espresse dalle organizzazioni sindacali - ha aggiunto l'assessore - ritengo che attivare i contratti di solidarietà per le maestranze, piuttosto che avviare la cassa integrazione guadagni straordinaria (Cgis) proposta dalla Safilo, ci concederà il tempo necessario per poterci occupare, di concerto con le organizzazioni di categoria, del futuro dello stabilimento esplorando le possibilità che venga rilevato o riconvertito, prestando la massima attenzione alla ricollocazione dei lavoratori"

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Le opzioni

La strada percorribile al momento sembra essere una sola: ossia quella di ottenere la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi e successivamnete attivare la mobilità per 24 mesi. Così facendo i dipendenti riusciranno ad avere uno stipendio dignitorso, con una copertura dell'80% per i prossimi anni. Una magra consolazione, con la speranza che qualcosa possa cambiare al vertice di giovedì 16 al Ministero per lo sviluppo economico dove i friulani faranno sentire la loro voce. 

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