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Ristori regionali, possibile avanzo fondi. La richiesta: si allarghi la platea dei beneficiari

Il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti: «Da dati in nostro possesso, una quota dei 21,4 milioni messi a disposizione dalla Regione a marzo resterebbe in cassa. Si apra alle 3mila imprese del benessere, alle lavanderie e al settore wedding»

«La Regione amplii la platea cui far arrivare parte dei 21.4 milioni a fondo perduto che probabilmente resteranno inevasi per un numero insufficiente di domande e valuti l’ipotesi di ridurre il parametro relativo al fatturato. Le aziende artigiane legate al benessere – estetiste, parrucchieri, tatuatori, barbieri, massaggiatori, onicotecnici –, al mondo del wedding e a comparti sin qui mai sostenuti, come quelli delle lavanderie, stanno soffrendo moltissimo e avrebbero bisogno di essere ricomprese in questo riparto regionale».

È la richiesta che il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, indirizza al Governo regionale, presieduto da Massimiliano Fedriga, a fronte di alcuni dati in possesso del mondo artigiano, i quali farebbero prevedere un resto di cassa nell’ultimo stanziamento a fondo perduto deciso dalla Giunta con l’impegno dell’assessore alle Attività produttive, Sergio Bini.

La Regione, come ha esplicitato in occasione del varo del provvedimento, puntava a raggiungere circa 15mila partite Iva con questo ennesimo intervento a sostegno dell’economia del Friuli Venezia Giulia, ponendo come criteri di accesso, oltre ai codici Ateco, una perdita del fatturato nel corso del 2020 pari al 30% sul 2019. Sarebbe proprio questo limite, complice la ripresa significativa che si era registrata nei mesi estivi, a rendere ancora disponibile parte degli oltre 21 milioni.

Dopo il boom delle oltre quattromila domande arrivate alla Regione nel primo giorno d’apertura del procedimento, il bilancio finale sarà tratto lunedì 29 marzo. «Se le nostre previsioni fossero confermate – conclude Tilatti -, auspichiamo una riapertura dei termini che contempli nuovi beneficiari. Il comparto del benessere (parrucchiere, estetiste e altri servizi analoghi) conta poco più di 3mila aziende in Friuli Venezia Giulia, mentre sono circa 860 le restanti realtà, in larghissima parte artigianali, che avrebbero urgente bisogno di attenzione». Confartigianato-Imprese Fvg, conclude il presidente, «conferma la sua piena disponibilità a un confronto costruttivo ed efficace con il Governo regionale, che sin qui si è dimostrato attento e sensibile alle reali necessità dei territori e del suo tessuto produttivo». 

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