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Rinnovato il contratto edilizia, in regione interessati in 10mila

Il precedente accordo era scaduto due anni fa. Giareghi (Cgil): «Trattativa logorante»

Aumenti complessivi da 55 a 110 euro lordi, divisi in tre tranche, ma miglioramenti anche sulla previdenza complementare, sulla sanità integrativa, sui contributi al fondo prepensionamenti e sui lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata, che per la prima volta avranno la possibilità di accedere ai servizi e ai benefit della cassa edile. Con l’ulteriore novità della costituzione di un fondo per l’occupazione giovanile, alimentato con un primo contributo dello 0,10%. Queste le principali novità previste dal rinnovo del contratto nazionale dell’edilizia, valido per le imprese aderenti a Ance-Confindustria e per le cooperative, firmato con decorrenza 1° luglio 2017 e scadenza il 30 settembre 2020.

Numeri

Circa un milione gli addetti coinvolti a livello nazionale, tra operai e impiegati, e 10mila in regione, stima approssimata forse per eccesso, visto e considerato che gli operai complessivamente impegnati nel comparto si sono quasi dimezzati in dieci anni, da oltre 14mila nel 2008 a meno di 8mila a fine 2017 (ma al conto mancano i colletti bianchi, quadri e impiegati, tanti nelle aziende più strutturate), e che gli artigiani non sono coinvolti da questo rinnovo. Un rinnovo sofferto, perché precaria è ancora la salute del settore, che forse ha fermato la caduta, ma stenta ancora a dare segnali affidabili di ripresa. Non a caso la firma di ieri arriva oltre due anni dopo la scadenza del precedente contratto, il 30 giugno 2016, e dopo diverse mobilitazioni da parte dei lavoratori, l’ultima delle quali nel dicembre scorso.

Sindacato

«È stata una trattativa logorante, e non poteva essere diversamente vista la crisi che ha colpito il settore e tuttora non può dirsi superata, nonostante qualche segnale positivo ci sia, anche in regione e anche grazie al contributo delle grandi opere», dichiara il segretario regionale della Fillea-Cgil Emiliano Giareghi. «Al di là dell’aspetto salariale – aggiunge – è importante che questo contratto definisca anche i tempi della ripresa della contrattazione di secondo livello, fissando al 1° luglio 2019 la decorrenza delle trattative sugli integrativi territoriali».

Segnali

Tra i risultati più importanti ottenuti dai sindacati l’incremento dello 0,35% sulla massa salariale della contribuzione sul fondo di sanità integrativa, incremento che sarà totalmente a carico delle aziende. La stessa segretaria nazionale della Cgil, inoltre, ha salutato positivamente la novità del fondo per l’occupazione giovanile e il primo tentativo di aprire al lavoro autonomo l’accesso al sistema delle casse edili, fino ad oggi riservato solo al lavoro dipendente.

Salario

Compresi come detto tra i 55 euro di un operai di primo livello, i 71,50 di un operaio specializzato (2°) livello e i 110 di un 7° livello, gli aumenti saranno divisi in tre tranche: al 1° livello sono previsti 20 euro in più sulla busta paga di luglio, altri 10 da luglio 2019 e gli ulteriori 25 con settembre 2020.

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