Misure a sostegno dell'economia regionale, le richieste del Fvg al Governo

Secondo la Regione è utile riproporre un quadro giuridico analogo a quello adottato per la crisi economico-finanziaria globale post 2008

La Regione Fvg si rivolge al Presidente del Consiglio Conte, chiedendogli di superare l'importo di aiuto di Stato "de minimis", pari a 200 mila euro stabilito dalla legislazione europea ed innalzare il tetto a 500 mila euro, da erogare nell'arco di tre esercizi a favore delle imprese del Friuli Venezia Giulia per far fronte alla crisi dell'economia locale legata all'emergenza Coronavirus.

È questa la richiesta che il Governatore della Regione ha inviato quest'oggi con una lettera indirizzata a palazzo Chigi al Presidente del Consiglio dei ministri. Nella missiva il capo dell'esecutivo ha spiegato al massimo esponente del Governo che la Regione ha in programma il varo di un piano di misure a sostegno dell'intero tessuto produttivo regionale. Infatti ai settori inizialmente colpiti quali quello turistico, alberghiero e della ristorazione, ora le difficoltà si stanno diffondendo a tutti i comparti produttivi con ripercussioni sulle famiglie e su tutti i cittadini. Ciò comporta, a sua volta, la previsione di una rilevante diminuzione delle aspettative di crescita, degli investimenti e conseguentemente dell'occupazione.

La richiesta

Per questo motivo il Friuli Venezia Giulia è pronto a mettere in atto una serie di misure a sostegno all'economia: un programma che potrà tuttavia trovare più facile attuazione se elaborato nel quadro della normativa sugli aiuti di Stato. Su quest'ultimo argomento, è stata pertanto chiesta al Governo la possibilità di disporre della massima flessibilità, beneficiando di ciò che prevede il Trattato istitutivo dell'Unione: in particolare si fa riferimento al fatto che alla Commissione Ue è consentito, in presenza di condizioni di mercato eccezionali, di considerare compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro.

Lo stato di crisi

In sostanza, fa presente la Regione, si tratterebbe di operare in linea con quanto fatto nel contesto della crisi economico-finanziaria globale post 2008; in quella circostanza la Commissione europea incoraggiò gli Stati dell'UE a mettere in campo misure per il sostegno alle imprese ed il rilancio dell'economia reale, nel rispetto delle regole in materia di concorrenza stabilite dal Trattato. Allo stesso modo, nel quadro dell'attuale crisi sanitaria globale generata dalla diffusione del COVID-19, la Regione sostiene che le autorità europee debbano intervenire per stimolare l'adozione di interventi pubblici a beneficio delle imprese e più in generale di famiglie e cittadini. 

Fermo restando il principio chiave della politica di concorrenza dell'UE, secondo cui è necessario che siano garantite condizioni di parità tra le imprese europee, per il Governatore del Friuli Venezia Giulia sarebbe opportuno che, in aggiunta agli strumenti già a disposizione, la Commissione europea valuti anche l'opportunità di prevedere ulteriori misure di aiuto che gli Stati membri possano mettere in atto temporaneamente. Se da una parte, infatti, c'è il timore che le imprese risentano gravemente dell'incertezza causata dalla situazione corrente, dall'altra si potrebbe rischiare un taglio dei finanziamenti alle imprese da parte degli istituti finanziari. Pertanto, sarebbe più che mai necessario attuare iniziative volte ad applicare le norme in materia di aiuti di Stato per disporre dell'adeguata flessibilità con la quale fronteggiare la crisi, evitando ingiustificate restrizioni della concorrenza. Inoltre il sostegno pubblico rivolto alle imprese in questo momento di difficoltà potrebbe essere funzionale ad incoraggiare il mantenimento di investimenti, anche in vista degli obiettivi più globali di riduzione delle emissioni di carbonio che l'UE si è posta per il 2050. 

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Secondo la Regione, la riproposizione di un quadro giuridico analogo a quello adottato per la crisi economico-finanziaria globale post 2008 consentirebbe la concessione di un "importo di aiuto limitato" di entità superiore alla soglia indicata nei regolamenti "de minimis" al momento stabilita a 200 mila euro (25 mila euro per le attività di produzione primaria) nell'arco di tre esercizi finanziari. Il massimale degli aiuti che il Friuli Venezia Giulia ritiene sia necessario poter temporaneamente erogare a ciascuna impresa è invece di 500 mila euro (50 mila euro per le attività di produzione primaria).

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