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Mele: la produzione cala del 20% a causa degli eccessi climatici

Piogge intense nella fase della fioritura e siccità di fine primavera hanno ridotto la quantità totale di mele in regione a "soli" 400 quintali. L'analisi del presidente dei produttori del consorzio "Mela Julia"

Dalle gelate alla siccità: la primavera 2012 ha registrato tutti gli eccessi, che inevitabilmente hanno inciso sul raccolto delle mele. Alla vigilia dell’intenso lavoro tra i filari, l’associazione produttori Mela Julia anticipa i risultati dell’annata, che comunque conferma gli alti standard di qualità raggiunti da questo settore agricolo nella nostra regione.

“In provincia di Pordenone – spiega il presidente Peter Larcher - dove molte aziende non si sono ancora dotate di impianti antibrina, la gelata di Pasqua ha causato notevoli danni, con una calo previsto della produzione del 20-40 per cento. Il fenomeno ha inciso in maniera meno grave nella provincia di Udine, dove comunque a causa delle intense piogge nella fase della fioritura e del periodo siccitoso di fine primavera, il calo della produzione si attesta attorno al 10-20 per cento. Si prevede, quindi, che il raccolto regionale di quest’anno sfiorerà i 400mila quintali”.

VENDEMMIA ANTICIPATA A CAUSA DEL GRANDE CALDO ESTIVO

Si prevede che le operazioni di raccolta partiranno dal 20 agosto. La prima varietà sarà la Gala, che potrà arrivare così negli spacci agricoli e nei supermercati della grande distribuzione nell’arco di una settimana.

La Gala si presenta croccante, intensamente profumata con note che ricordano la pesca, ed è ideale per le macedonie. Qualità soddisafcente la promette anche la più tradizionale Golden, mela molto versatile a tavola, da utilizzare per torte e strudel, ma fondamentale anche per ottenere il succo.

“La capacità e l’esperienza maturata dagli imprenditori agricoli friulani negli ultimi dieci anni – continua Larcher – consentono oggi una gestione degli impianti con un tempestivo controllo delle fitopatologie e con un limitato utilizzo di prodotti chimici, nel rispetto sia del disciplinare della Dop, sia del protocollo di basso impatto ambientale”.

Come può orientarsi, però, il consumatore?

“Salubrità, bontà e certezza di provenienza non possono essere requisiti tra loro separati – conclude Larcher – ma caratteristiche che il consumatore può cercare e, anzi, pretendere in un’unica mela. Come fare? Scegliendo il marchio locale Julia dietro cui ci sono senso di responsabilità, impegno e passione degli imprenditori friulani. Marchio, inoltre, che sempre più sta accompagnando anche i prodotti trasformati, dove è più difficile riconoscere la qualità d’origine della materia prima”.




 

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