Safilo, il piano per riassumere tutti e produrre di nuovo: dietro c'è una famiglia friulana

Lo scorso 3 luglio, al Mise, si è tenuto un incontro tra rappresentanti delle istituzioni, sindacati, Safilo e i Fulchir

Il presidio all'esterno della fabbrica dopo l'annuncio della chiusura

Lo stabilimento Safilo di Martignacco ha una speranza. Per la produzione di occhiali e per realizzare mascherine di protezione. La notizia è emersa da un incontro che si è tenuto in un tavolo di confronto nazionale al Mise lo scorso 3 luglio, alla presenza – oltre alle componenti ministeriali, sindacali e della Safilo – dell'assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini, del sindaco di Martignacco Gianluca Casali e della famiglia Fulchir, composta da Carlo e dai figli Eva e Stefano. I Fulchir, contattati da noi, mantengono il massimo riserbo sulla vicenda.

Il progetto

L'ipotesi di progetto di reindustrializzazione proposta da parte dei Fulchir si basa su tre business unit, da realizzarsi nell’arco di piano della durata di tre anni. La prima concernerebbe la produzione di dispositivi di protezione individuale per far fronte all’attuale emergenza sanitaria. iVision, società della famiglia, ha già attivato nei due mesi scorsi la produzione certificata di mascherine chirurgiche, attualmente arrivata a 5 milioni di pezzi al mese. Con l’acquisizione del plant di Martignacco e dei macchinari, iVision avrebbe l’obiettivo di arrivare, entro ottobre 2020, a produrre oltre 25 milioni di mascherine chirurgiche, oltre 30 milioni di pezzi di guanti di nitrile e oltre 5 mila pezzi tra visiere e occhiali di protezione individuale al mese. La seconda business unit riguarda prodotti e-mobility ecosostenibili come monopattini e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. La terza riguarda prodotti innovativi di robotica già sviluppati con l’aiuto di partnership con le quali sono ancora vigenti accordi di riservatezza che impediscono la divulgazione di ulteriori dettagli. Infine, in aggiunta ai suddetti business, iVision produrrebbe anche occhiali per conto terzi, con Accordo con Safilo per il trasferimento dei macchinari.

I lavoratori

Il piano industriale prevede il riassorbimento scaglionato in continuità di tutti gli addetti Safilo dello stabilimento di Martignacco con la seguente cadenza temporale: i primi 50 verrebbero assunti entro il mese di ottobre 2020, altri 70 entro il 2021 e i rimanenti entro il 2022. Carlo Fulchir ha dichiarato che già sono in atto le interlocuzioni con Safilo e nei giorni scorsi è stato attivato il confronto con i sindacati territoriali. Ha chiesto alle istituzioni di supportare il progetto con l’attivazione immediata degli strumenti agevolativi disponibili.

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Le reazioni

Le Organizzazioni Sindacali hanno confermato che bisogna ancora svolgere il lavoro di confronto riguardo alla gestione del bacino della totalità degli addetti della sede di Martignacco di Safilo durante il trienno di durata del piano di riassorbimento del personale. Inoltre, hanno sottolineato l’importanza di una verifica congiunta della sostenibilità del piano industriale e delle sue prospettive nel lungo periodo. Il sindaco Casali ha accolto positivamente la presentazione del progetto di reindustrializzazione di Martignacco invitando a continuare il lavoro per i necessari approfondimenti. L’ingegner Sorial, per il Mise, ha concluso l’incontro sottolineando che è importante verificare la sostenibilità di lungo periodo del piano industriale di iVvision, con l’analisi dei dati di dettaglio riguardo agli investimenti previsti, al fabbisogno finanziario e al piano occupazionale. Ha rinviato quindi alla presentazione ufficiale di un piano industriale dettagliato al tavolo ministeriale di confronto tra le parti.
 

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