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Sabato, 4 Febbraio 2023
Prosciutto di San Daniele / San Daniele del Friuli

L'imprenditore friulano del prosciutto spaventato dai "comunismo dei fondi d'investimento"

Carlo Dall'Ava evidenzia il rischio, alimentato dalla cultura imprenditoriale delle società internazionali che si inseriscono nelle storiche aziende italiane

Una sfida nelle sfide per gli imprenditori storici italiani: riuscire a mantenere lo stile tricolore del far impresa, che ha rappresentato per molti decenni un valore aggiunto per tutto il sistema economico, territoriale e sociale: ovvero operare affinché il successo e l’eccellenza aziendali siano sempre strettamente connesso al benessere dei propri collaboratori e a beneficio del territorio in cui l’impresa opera. È questo l’aspetto su cui richiama l’attenzione l’imprenditore friulano Carlo Dall’Ava, un marchio storico del prosciutto di San Daniele.

"Oggi considero necessario riconfermare il valore del fare impresa italiano, quello in cui l’imprenditore si prende a cuore la sua azienda e con essa chi ci lavora e il contesto in cui è inserita. Si tratta di un intreccio strategico – sottolinea Dall’Ava –, che può garantire maggiore competitività e un’energia creativa straordinaria, alimentata dal senso di appartenenza di ciascuno". Tutto ciò, prosegue l’imprenditore che in famiglia rappresenta la seconda generazione, in un contesto storico in cui, di contro, si assiste allo sviluppo di "un nuovo comunismo", quello "generato dalle società internazionali e dai fondi di investimento che entrano nelle più belle imprese italiane e ne livellano al ribasso il valore aggiunto".

Se l’Italia è potuta diventare una delle maggiori potenze mondiali quanto a moda, manifatturiero, agroalimentare è perché "per noi l’impresa è anche questione di anima", prosegue Dall’Ava, che testimonia ogni giorno questa passione indomita, ricercando l’assoluta qualità dei processi e dei risultati nel suo operare. "Sono traguardi che non si raggiungono e si mantengono per molto tempo se non sono condivisi dall’intera comunità aziendale – evidenzia – e se non sono costantemente alimentati da motivazioni culturali, storiche, dal desiderio costante di ricercare e innovare". 

L’ottimizzazione dei processi, dei tempi e dei costi, i business plan dettagliati, le diversificazioni d’approccio al mercato, la progettazione finanziaria sono tutti elementi indispensabili del fare impresa, riconosce naturalmente Dall’Ava, ma non sono sufficienti per rendere ogni produzione di per se stessa un unicum. "Eppure, questo è ciò che è riuscita a fare l’Italia nella sua storia industriale e artigianale. È un capitale su cui occorre continuare a scommettere. Il mio socio fra crede ha le stesse mie idee: anche per loro, in Francia, le aziende familiari hanno una marcia in più", conclude. 

 
 

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