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Pensionati artigiani in rivolta: "Gli assegni familiari sono fermi al 1988"

Lo rende noto il presidente dell'Anap del Fvg, Pietro Botti, indicando la cifra percepita di dieci euro e ventuno centesimi al mese

“Dieci euro e ventuno centesimi al mese è l’importo che un pensionato autonomo percepisce per ogni familiare a carico. Una cifra modestissima con la quale si può comprare circa mezzo chilo di carne”. Lo denuncia il presidente dell’Anap del Fvg (l’associazione pensionati degli artigiani) Pietro Botti che aggiunge: “Non solo questo importo è rimasto invariato dal 1988, ma vi è una eclatante discriminazione rispetto ai pensionati del lavoro dipendente.”

La legge 153 del 1988, istituendo l’assegno per il nucleo familiare, ne ha infatti circoscritto l’applicazione ai soli pensionati provenienti dal lavoro dipendente. Per quelli “autonomi” (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) è rimasta invece in vigore la vecchia normativa e i trattamenti di famiglia a loro erogati, quando ne hanno diritto, si chiamano “quote di maggiorazione della pensione” per carichi familiari. “Questa  discriminazione è particolarmente odiosa – conclude Botti – dal momento che si parla di famiglie di pensionati con redditi molto bassi. L’Anap e le altre organizzazioni dei pensionati del mondo del lavoro autonomo, anche attraverso il Capla, si battono da tempo per far approvare dal Parlamento una modifica della legislazione esistente che parifichi tutti i pensionati, indipendentemente dall’attività professionale svolta nella vita attiva”.

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