Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

AAA cercasi 20 disoccupati ad avviare ad un progetto pilota per il settore metalmeccanica

Felsa e Fim Cisl Fvg in campo assieme per la ripresa, contro la crisi occupazionale c'è la formazione che non costa nulla

Felsa e Fim Cisl del Friuli Venezia in prima linea contro la crisi occupazionale: per sostenere i lavoratori precari in un momento di forte contrazione del mercato, ecco, dunque, che si fa strada un progetto pilota di rioccupazione attraverso la formazione finanziata.
L’obiettivo è quello di dare una risposta concreta al difficile quadro occupazionale del territorio dell’Udinese e dell’Alto Friuli, aiutando 20 disoccupati a rimettersi in gioco e a trovare un nuovo lavoro.
Proprio i giorni scorsi – entrano nel merito dell’iniziativa i segretari di Felsa e Fim, Tommaso Billiani e Pasquale Stasio –, è stato sottoscritto un importante accordo tra un’Agenzia Per il Lavoro e un’azienda metalmeccanica del territorio, disponibile ad assumere, mediante contratto di somministrazione finalizzato alla stabilizzazione, chi parteciperà al progetto”, veicolato, appunto, dalle due categorie della Cisl.

La selezione per il posto di lavoro sarà preceduta, dunque, da un percorso di formazione e riqualificazione che sfrutta il diritto mirato alla formazione, strumento di politica attiva finanziata dal fondo bilaterale della somministrazione Forma.Temp. Il percorso di 200 ore, sarà composto anche di una formazione pratica svolta direttamente sugli impianti produttivi. Per candidarsi non occorre aver già prestato attività nel settore, né ci sono vincoli di età. Unico requisito richiesto è quello di aver già lavorato in somministrazione almeno 110 giorni nell'ultimo anno ed essere disoccupati da almeno 45. Le adesioni sono ancora aperte e vengono raccolte direttamente dal Sindacato, attraverso la Felsa Cisl Fvg.
Si tratta di un primo progetto – conclude la nota – colto a sostenere l’economia ed il lavoro nel nostro territorio, considerando il difficile momento che stiamo attraversando, complice il Covid. Basti pensare che  i più recenti dati sulla somministrazione, cioè il lavoro tramite Agenzia, indicano una contrazione del 14% nel terzo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; e le previsioni per i prossimi mesi, con l’imminente scadenza del blocco dei licenziamenti e degli ammortizzatori sociali “Covid” (che la Cisl ha chiesto al governo di prorogare), non lasciano sperare in un miglioramento. Ecco perché è urgente intervenire subito attraverso le politiche attive del lavoro, valorizzando al meglio gli strumenti disponibili ed immaginandone di nuovi, anche perché le aziende che assumono – seppure poche – non mancano.

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