L'occupazione in regione è in crescita, ma al rallentatore

Indagine Ires Fvg su dati Istat del primo semestre 2016. L’incremento femminile compensa il calo degli uomini. Tasso di disoccupazione di nuovo sopra l’8%

In Friuli Venezia Giulia l’occupazione cresce, ma rallenta. Nel secondo trimestre del 2016 il numero di occupati si attesta a 497.500, un livello appena superiore a quello rilevato nello stesso periodo dell’anno scorso (l’incremento in termini assoluti è pari a 300 unità). Si tratta del quarto trimestre consecutivo con una crescita tendenziale dell’occupazione, anche se che nell’ultimo periodo la parabola positiva sembra attenuarsi (+0,1% a fronte di +1,1% nel primo trimestre 2016, +1,7% nel quarto trimestre 2015 e +0,5% del terzo trimestre 2015). Lo rileva una rielaborazione Ires Fvg del ricercatore Alessandro Russo su dati Istat.

Il dato del secondo trimestre 2016, osserva l’istituto di ricerca, deve anche essere letto congiuntamente al forte calo delle nuove assunzioni a tempo indeterminato (-33% sempre nel primo semestre dell’anno) e alle più generali incertezze del contesto macroeconomico, testimoniate da una crescita del Pil molto debole (inferiore all’1% secondo le principali previsioni). Nel complesso, comunque, nella media dei primi sei mesi dell’anno la crescita dell’occupazione in regione risulta pari a 2.700 unità (+0,6%).
Nel confronto su scala nazionale la crescita dell’occupazione risulta peraltro inferiore a quella del Nordest (+1,6% rispetto al primo semestre dell’anno scorso) e a quella nazionale (+1,5%). In Fvg l’andamento del primo semestre dell’anno è stato condizionato positivamente dalla componente femminile (+4.400 unità, pari a +2%), che ha compensato la diminuzione di quella maschile (-1.600 occupati, -0,6%). A livello settoriale, infatti, la crescita più accentuata si osserva nell’ambito del terziario, dove tradizionalmente si registra una maggiore presenza femminile, mentre sono negativi i risultati dell’industria e dell’edilizia.

Un ulteriore importante elemento da considerare, evidenzia Russo, è la risalita del tasso di disoccupazione, che nel secondo trimestre di quest’anno è tornato sopra l’8%, aumentando di oltre 1 punto percentuale rispetto ai mesi precedenti. Il numero di persone in cerca di occupazione, nella media del primo semestre dell’anno, si attesta infine a 41.200 unità, 5.400 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Export primo semestre in Fvg al +10,4%. Boom della cantieristica (Trieste +55%, Gorizia +6,7%), ancora in difficoltà Udine e Pordenone

Le vendite estere delle imprese del Friuli Venezia Giulia nel primo semestre del 2016, fa sapere Alessandro Russo dell’Ires Fvg sulla base di dati Istat diffusi a livello nazionale, fanno segnare un incremento del 10,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (da 6,5 a 7,2 miliardi di euro), dopo un primo trimestre che si era chiuso con il segno negativo (-3,2%). La notevole crescita registrata si contrappone sia al dato nazionale che indica una sostanziale stabilità rispetto all’anno scorso, sia all’aumento molto più moderato evidenziato dalle regioni del Nordest (nel complesso +1,9%).

Sempre nel primo semestre 2016 le importazioni della nostra regione sono diminuite del 7,9% su base tendenziale. Il saldo della bilancia commerciale è pertanto aumentato sensibilmente, passando da 2,8 a 3,8 miliardi di euro. 
A livello territoriale il Fvg risulta diviso in due parti: la crescita si concentra nelle province di Trieste (+54,9%) e Gorizia (+6,7%), mentre Udine e Pordenone presentano una diminuzione, seppure contenuta (rispettivamente -0,4% e -0,8%).

A livello settoriale, inoltre, l’andamento del primo semestre è attribuibile in gran parte alla cantieristica navale (bisogna considerare che Fincantieri ha sede in entrambe le province di Trieste e Gorizia) e al comparto delle apparecchiature per telecomunicazioni (in questo caso solo per la provincia di Trieste). Risultano invece ancora in difficoltà sui mercati esteri le imprese delle province di Udine e Pordenone, in particolare nel settore della metallurgia (-3,8% pari a quasi 47 milioni di euro in meno). A tale proposito si può ricordare che la produzione siderurgica in questi ultimi anni è stata penalizzata dalle politiche di dumping messe in atto dalla Cina, paese che sta esportando grandi quantità di metallo a bassissimo costo, a scapito dell’industria europea e nordamericana. Tra i settori più importanti ce ne sono altri due in cui non sono aumentate le esportazioni: quello dei mobili (-3,7%) e quello delle apparecchiature elettriche (-16,4%).

Anche senza l’apporto della cantieristica navale, comunque, l’export del Fvg risulterebbe ugualmente in crescita (+3,5%) e ad un tasso superiore rispetto a quello di tutte le altre regioni del Nord.

In merito alle destinazioni geografiche dell’export delle imprese regionali si osserva un netto incremento del valore delle vendite negli Stati Uniti, connesso essenzialmente al comparto delle navi e imbarcazioni (+53,7% che si traduce in un aumento di 588 milioni di euro rispetto al primo semestre 2015). Positivo anche l’andamento negli altri due principali mercati di sbocco dell’economia regionale, ossia Germania (+5,1%) e Francia (+10,4%). Altri aumenti significativi si rilevano nei flussi commerciali diretti verso l’Algeria (+220,6%) e la Turchia (+25,6%).

Le imprese regionali continuano invece a perdere quote di mercato in Cina (-15,4%), dove esportano prevalentemente macchinari per usi industriali, proseguendo una tendenza negativa iniziata nel 2012. Per quanto riguarda infine l’interscambio con la Russia, dopo una sensibile diminuzione causata dalla delicata situazione internazionale e dalle sanzioni applicate su alcuni prodotti, il bilancio del primo trimestre del 2016 per il Fvg è positivo (+8%).

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