Economia

Attività stravolte, indennizzi immediati per salvare i commercianti friulani in crisi

I presidenti di Fipe Confcommercio Fvg fanno appello all'unità del settore per superare questo difficile momento emergenziale

L'emergenza sanitaria sta portando con sé numerose conseguenze, una tra queste è la crisi economica per diversi settori. "Sono passati oltre dieci mesi da quando le nostre attività sono state stravolte. Ristoranti, bar, pizzerie, paninoteche, gelaterie chiusi, oppure aperti con orari e limiti che impediscono a molte realtà di lavorare in maniera proficua". Si legge in una nota di Fipe Confcommercio Fvg che unisce i presidenti provinciali.
"Siamo disorientati, la preoccupazione ha lasciato spazio alla paura: paura di non essere più in grado di riaprire tra qualche mese l’attività, paura per la tenuta dell’azienda che nei prossimi anni dovrà sobbarcarsi comunque i debiti contratti in questi mesi, paura per la tenuta sociale e il futuro delle nostre famiglie e dei nostri dipendenti".  

"Dietro a molti dei nostri locali c’è la storia del Friuli Venezia Giulia, ci sono le tradizioni di questo territorio, la fatica di generazioni, la valorizzazione di prodotti e produttori locali.  La politica nazionale – quella regionale non possiamo negare ci abbia interpellato costantemente e teso una mano – si è limitata a classificarci come “attività non indispensabili”, provvedendo a ristori irrisori, arrivati sempre con estremo ritardo e con la cassa integrazione per i nostri dipendenti che arriva a singhiozzo", proseguono i presidenti di Fipe confcommercio Fvg.   

La preoccupazione

"Siamo con le spalle al muro, consci che i prossimi mesi ci riserveranno ancora chiusure e importanti restrizioni. A fronte di tanto disagio e di tanta preoccupazione, comprendiamo la rabbia di chi propone iniziative di protesta, ma come associazione di categoria non possiamo spingere i nostri associati al mancato rispetto delle regole, mettendoli a rischio sanzioni e chiusure".

L'appello

Per i presidenti questo è il momento di stringere i denti e restare uniti. "Senza contare che aperture forzate e i locali pieni potrebbero prestare il fianco a chi da mesi cerca di farci passare per “irresponsabili” e “untori”. Serve restare uniti, dimostrare consapevolezza della situazione e non alimentare conflitti all’interno della categoria, mettendo gli esercenti gli uni contro gli altri come alcuni stanno cercando di fare per proprio personale tornaconto. Allo stesso modo, ed è per questo che Fipe Confcommercio si sta muovendo, vanno pretesi indennizzi che ripaghino la categoria degli sforzi degli ultimi mesi, consentendo alle nostre aziende di restare vive, in attesa di riaperture definitive".

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