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Imu, Pac e Psr: mobilitazione agricola in Fvg

Confcooperative, Confagricoltura e Cia: "Il problema dell’Imu agricola è una ferita aperta che penalizza un gran numero di aziende operative in aree svantaggiate, ma a cui non è riconosciuto più tale status"

Il criterio, meramente contabile e statistico, adottato dal Governo per disciplinare, attraverso il Decreto Legge 4/2015, l’esenzione dall’Imu è stato ritenuto inaccettabile da Confcooperative, Confagricoltura e Cia del Fvg.

"Il problema dell’Imu agricola è una ferita aperta che penalizza un gran numero di aziende operative in aree svantaggiate, ma a cui non è riconosciuto più tale status". È una delle tante questioni agricole "irrisolte" emerse nel corso di una riunione congiunta, tenutasi a Udine, tra i gruppi dirigenti regionali di Confcooperative, Confagricoltura e Cia, all’interno del coordinamento nazionale di Agrinsieme.

Le tre organizzazioni chiedono ai parlamentari eletti in regione di farsi parte diligente nell’apportare significative modifiche al Decreto in oggetto, nella fase della sua conversione in legge anche attraverso precise proposte derivanti dal confronto con le associazioni interessate. Ritengono - come riportato in un comunicato ufficiale - che, in attesa della conversione in legge del Decreto, sia opportuno sospendere il versamento dell’imposta.

Ma, all’incontro, non ci si è dimenticati di segnalare la situazione relativa alla crisi del prezzo del latte, i ritardi nell’applicazione della Pac e nell’apertura dei bandi per il nuovo Psr 2014-2020, la legge di stabilità che prevede l’incremento delle accise sul gasolio agricolo, la questione dell’inquinamento da nitrati dove serve avviare subito una ridefinizione delle aree vulnerabili perché la  zootecnia non può continuare a “pagare per tutti”.

«Le aziende agricole – evidenziano i dirigenti delle tre importanti organizzazioni agricole - sono penalizzate anche dalla burocrazia, dalle disparità di valore nelle filiere, dalle quotazioni all’origine non remunerative e dai costi di produzione che crescono senza controllo. Il settore primario invece vuole essere competitivo, innovativo, puntare sull’export ed essere al passo con le agricolture dei Paesi concorrenti, cogliendo pure tutte le opportunità che verranno da Expo 2015».

Nei confronti della società civile, delle istituzioni e della politica, sui temi che segnano profondamente il futuro delle imprese agricole – ricordano -, sono in programma una serie di iniziative per tenere alta l’attenzione sui problemi del settore agricolo che attendono, da troppo tempo, risposte concrete.

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