Sabato, 12 Giugno 2021
Economia

Il coronavirus mette in crisi anche il commercio automobilistico friulano

Giorgio Sina, di Confcommercio auto: «Fatturati in picchiata causa Covid-19, servono gli incentivi per il rinnovo dei veicoli con più di 10 anni»

Immagine d'archivio

Il coronavirus, oltre a tanti altri comparti strategici per l'economia, sta mettendo in ginocchio anche il settore auto. Giorgio Sina, presidente regionale e provinciale di Udine del gruppo Auto Moto Ricambi, rende noto il dato delle immatricolazioni di marzo in Friuli Venezia Giulia: -86,6%, con la punta del -89,2% di Udine.

Le vendite

Da gennaio a marzo, inoltre, le vendite sono calate del 41%, una percentuale superiore al -35,5% italiano. «Una situazione pesantissima – sottolinea Sina – e ad aprile andrà pure peggio vista la paralisi perdurante di larga parte delle attività produttive e della vita sociale».

I numeri

Il settore, un totale in Fvg di quasi 800 aziende e oltre 2.200 addetti secondo le elaborazioni del Centro studi della Camera di commercio Pordenone-Udine su dati Infocamere, ma che, se si tiene conto pure di riparazione e commercio di parti e accessori, coinvolge 2mila imprese e 7mila collaboratori, precisa Sina, si aspetta una contrazione delle vendite a fine anno superiore al 50%. «Gli scenari possono essere ottimistici o pessimistici. Solo tra qualche mese – osserva il capogruppo – capiremo se tutti ce la potranno fare a ripartire o se, purtroppo, una parte di insegne si dovrà spegnere. Con conseguenze inevitabili sui posti di lavoro e il rischio licenziamenti, dato che in concessionaria alcuni costi sono incomprimibili».

Il Friuli Venezia Giulia

Nel caso del Fvg, il punto di riferimento è quello di fine 2019, quando si contarono 33.700 immatricolazioni, 2mila in meno rispetto al 2018. «Perdere anche solo un altro 40% significa scendere a quota 20mila – spiega ancora Sina –, ed è dunque indubbio che servirà una spunta forte per poter evitare una soglia così bassa».

Le proposte

La proposta rivolta alle istituzioni, oltre alla riapertura delle concessionarie – «Nei nostri saloni c’è l’assoluta garanzia del rispetto della distanza sociale e siamo naturalmente pronti ad adottare tutte le misure di sicurezza» –, è dunque di prevedere un’operazione incentivi per le rottamazioni, «la sola strada per poter salvare il mercato. La Regione Fvg ha già messo in campo incentivi sull’ibrido e sull’elettrico, che non possono però bastare in un momento emergenziale. Aggiunti alla scontistica sempre molto importante delle case, altri sostegni potranno contribuire al rinnovo di quel 45% del parco auto circolante in regione che ha mediamente più di 10 anni di vita». Nell’attesa, «le concessionarie stanno offrendo formule di vendita e consulenze in videochiamata e consegnano le auto a domicilio».

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