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Luci (Confindustria): "Subito un piano di rilancio per il consorzio Ziac"

Il presidente degli industriali interviene dopo le dimmissioni di Tullio Bratta e Massimo Masotti. "Pesante squilibrio finanziario, la gestione del Consorzio senza liquidità non può andare avanti"

Non sorprendono, purtroppo, le dimissioni del presidente del Consorzio Ziac Tullio Bratta e del consigliere in rappresentanza della Camera di commercio Massimo Masotti - dice il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci. - da tempo erano note la pesante situazione di squilibrio finanziario del Consorzio così come la necessità di un urgente intervento di rafforzamento patrimoniale per il proseguimento dell’attività essenziale per le imprese insediate e per l’attrattività industriale del territorio.

Altrettanto noto era che in mancanza di interventi concreti e condivisi attraverso i necessari apporti finanziari che sono di pertinenza esclusiva dei soci e di cui si sta discutendo ormai da un anno, la gestione del Consorzio in condizioni di assenza di liquidità non sarebbe potuta proseguire. E gli amministratori non sono tenuti ad assumersi responsabilità che non competono ad essi ma ai soci. Da parte di Confindustria Udine, quindi, la più ampia solidarietà a Bratta e Masotti che hanno assunto una posizione di coerenza con il mandato affidato. Non posso che rammaricarmi per la lentezza nel perfezionamento del progetto di rafforzamento  patrimoniale e del piano di rilancio.

E’ stato definito un conseguente progetto condiviso dai soci, votato all’unanimità dall’ultima assemblea, che però non incontra ad oggi le condizioni per poter essere attuato. Mi auguro che l’impegno di Confindustria, insieme ad alcuni altri soci, di partecipare al progetto possa concretizzarsi tempestivamente nell’interesse, che è generale, di restituire al Consorzio il suo ruolo di attrazione degli investimenti industriali. Non può sfuggire a nessuno che i tempi che stiamo vivendo non consentono giudizi affrettati e inopportuni da parte di alcuno. Però occorre decidere senza indugi e tentennamenti mettendo mano ai necessari apporti finanziari. E da subito”.

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