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Legacoop FVG, settore costruzioni in difficoltà. Troppi cantieri fermi

A lanciare l'allarme è il direttore del sodalizio Daniele Casotto. Il comparto costruzioni soffre gravemente dal 2008, con 700 imprese cancellate e oltre 3.500 posti di lavoro in meno

2012 e 2013 di preoccupazione per le cooperative del settore delle costruzioni associate a Legacoop Fvg che, se nel 2011 hanno saputo “tenere” la crisi nonostante una flessione del valore della produzione, per l’anno in corso e soprattutto per il 2013 temono il peggio, principalmente a causa dei cantieri fermi o non ancora avviati. Per questo Legacoop Fvg auspica anche la realizzazione della terza corsia dell’A4, al fine di vedere la partenza di alcune opere significative del comparto in grado di dare lavoro a numerose imprese.
 

Legacoop Fvg conta, infatti, fra le proprie associate, cooperative aggiudicatarie di appalti della terza corsia che, in questo momento, vedono compromessa la possibilità di avviare i lavori. Si tratta di realtà che, per questo motivo, stanno attraversando una fase di grande incertezza e preoccupazione sia economica sia occupazionale.
 
“Il comparto delle costruzioni – afferma il direttore di Legacoop Fvg Daniele Casotto – sta attraversando, in generale, un periodo particolarmente difficile, con oltre 700 imprese cancellate e 3.500 posti di lavoro in meno dal 2008 ad oggi.
Le nostre associate finora hanno resistito evitando il più possibile di ricorrere alla riduzione degli organici ma, oggi, si trovano ad affrontare una fase allarmante dovuta ad alcuni fattori fra i quali l’elevato numero opere cantierabili che attendono ancora di essere avviate, le tempistiche imposte dalla burocrazia e i bandi assegnati al massimo ribasso, che penalizzano le imprese che operano seguendo le regole e rispettando i contratti”.
 
Un segnale positivo, in questo contesto, potrebbe arrivare, secondo Legacoop Fvg, dall’amministrazione regionale sia attraverso azioni volte a snellire i tempi e le procedure per l’ottenimento delle autorizzazioni e a ottenere una maggiore vigilanza sui criteri di assegnazione dei bandi pubblici, sia attraverso investimenti significativi nelle infrastrutture fondamentali per dare nuovo slancio al settore.

 
 

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