"Il lavoro c'è in Friuli, mancano le competenze necessarie"

A sostenerlo è Gianpietro Benedetti, ceo di Danieli, intervenuto sul Mits

Di manodopera ce ne sarebbe in Friuli Venezia Giulia, quello che manca sono le capacità. Il pensiero è di Gianpietro Benedetti, ceo di Danieli  Danieli & C. Officine Meccaniche, intervenuto sulla questione. «Il lavoro c'è: le imprese continuano ad avere scoperte molte posizioni necessarie per l'innovazione aziendale e la sfida competitiva, poiché mancano le competenze richieste» ha denunciato Benedetti alla conferenza stampa che si è tenuta nella sede di Danieli Automation come presidente della Fondazione dell'Istituto tecnico superiore "Malignani", il Mits.

Il Mits

«Il Mits risponde pienamente alle esigenze del mercato e fornisce in meno di un biennio all'intera regione Friuli Venezia Giulia giovani tecnici superiori di alta professionalità, che è possibile inserire immediatamente e positivamente nell'attività produttiva. Tutti i percorsi formativi Mits, a oggi, garantiscono la piena occupazione. In particolare il nuovo percorso di tecnico Automazione, Sistemi digitali e di controllo e Reti di comunicazione andrà a soddisfare una richiesta del mercato totalmente scoperta».

I dati

Nel biennio 2016/2018, il 98,2% dei diplomati (a luglio 2018) in Automazione e Sistemi Meccatronici hanno trovato occupazione nei settori di competenza del corso di studi. Dal 2011, anno di nascita del MITS, a oggi sono 23 i corsi avviati. Di questi, 14 sono i corsi terminati che hanno fornito al territorio 302 tecnici superiori nell’ambito dell’industria meccanica e manutenzione aeronautica. I corsi in essere sono nove, dove a quelli iniziali si sono aggiunti man mano, a seconda delle richieste del territorio, i corsi del settore marketing legno arredo, agroalimentare. In questo momento gli studenti che frequentano i cinque corsi MITS avviati nel 2018 sono 110.

Le aspettative

A dare un quadro complessivo del settore della metalmeccanica è il presidente di Comet (il cluster di riferimento regionale per la gestione del sistema metalmeccanico), Sergio Barel, ceo di Brovedani Group spa: «Nella trasformazione in atto nel manifatturiero meccanico, almeno il 10 per cento dei nuovi addetti dovranno avere le competenze che vanno dalla meccatronica, alle automazioni, al controllo dei processi produttivi, alla gestione delle reti digitali e alla connessione macchine, alle nuove tecnologie di produzione come l’Additive Manufacturing: 5mila posti di lavoro che con loro trascinerebbero l’evoluzione del cluster nella vera Industria 4.0 e trainerebbero sicuramente l’evoluzione di tutto il settore metalmeccanico».

L'industria digitale

Secondo Marco Ometto, EVP Digi&Met & R&D di Danieli Automation, «l’uso massivo di tecnologie digitali necessarie all’Industry 4.0, sta determinando un cambiamento epocale nel modo di concepire l’industria oggi. Sia che si tratti di nuovi e moderni siti produttivi concepiti appositamente per accoglierle, sia che si tratti di ristrutturazioni industriali necessarie a mantenere o ampliare quote di mercato, l’esigenza di competenze 4.0 nella progettazione, realizzazione e messa in servizio, diventa sempre più pressante. Il nuovo corso Tecnico superiore Automazione, Sistemi digitali di controllo e Reti di comunicazione è stato progettato con l’obiettivo di colmare in quantità e qualità il gap di tali competenze».

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