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Lavoratori domestici a Udine: calano gli stranieri, aumentano le badanti

In regione lavorano quasi 16mila addetti, metà dei quali in provincia di Udine. Due su tre assistono anziani e malati. Il 40% guadagna meno di 5mila euro all'anno, il 72% meno di 10mila. La ricerca, su dati Inps, è stata elaborata da Chiara Cristini dell'Ires Fvg

La crisi colpisce anche il mercato del lavoro regionale degli “assistenti familiari”. Dopo il record (16.187) del 2012, si registra un calo, seppur lieve, per il secondo anno consecutivo: i lavoratori domestici perdono 62 unità (-0,4%) dal 2013 al 2014, passando da 15.965 a 15.903. Il nuovo trend riguarda però solo il versante maschile: da un anno all’altro si contano 332 lavoratori in meno (da1.348 a 1.016, -24,6%), mentre la componente femminile continua ad aumentare (dal 2013 al 2014 passa da 14.617 a 14.887, un incremento di 270 unità, +1,8%). Il contesto regionale evidenzia così una maggiore tenuta rispetto a Nord Est (-6,4%) e Italia (-5,8%), aree in cui cala sia il dato maschile che quello femminile.

IL CONFRONTO TRA PROVINCE. La fotografia – un’elaborazione su dati Inps di un settore in cui non figurano solo le badanti (la grande maggioranza, ma il contratto del lavoro domestico inquadra anche colf, baby sitter, giardinieri, cuochi e maggiordomi) è di Chiara Cristini dell’Ires Fvg, che evidenzia anche il trend nelle quattro province del Friuli Venezia Giulia. Nel 2014 i lavoratori domestici aumentano solo a Udine (+159, pari al +2,1%), mentre scendono a Gorizia (- 4,5%), Pordenone (-3,1%) e Trieste (-0,8%).

PREVALGONO LE DONNE. Il settore si sta dunque sempre più femminilizzando. Se infatti nel 2010 le donne rappresentavano in regione l’86,0% degli addetti iscritti all’Inps, e nel 2012 erano l’89,7%, l’incidenza raggiunge il 93,6% nel 2014, valori al di sopra del contesto nordorientale e nazionale. I livelli di femminilizzazione sono superiori alla media regionale a Udine (94,9%) e Gorizia (94,1%).

CALA L’INCIDENZA STRANIERA. Sempre in Fvg tre quarti di lavoratori domestici sono stranieri, ma l’incidenza appare in diminuzione. Se infatti nel 2010 gli stranieri rappresentavano l’80,4% del totale, negli anni successivi si è andati calando, sino al 76,7% del 2014. Tra le province Trieste presenta la quota di lavoratori domestici stranieri più elevata (79,9%), Udine quella più bassa (73,5%).

DONNE BADANTI, UOMINI COLF. Disaggregando per tipologia di rapporto di lavoro, genere e provenienza, si nota per le donne una netta prevalenza di badanti (sono 9.764 su 10.143), mentre tra gli uomini prevalgono i collaboratori familiari (colf). Tra i maschi assunti come badanti il 59,6% è di origine straniera, mentre si sale all’85,9% tra i colf. Al contrario, tra le donne, l’84,4% delle badanti è di nazionalità straniera, incidenza pari al 62,2% tra le colf.

DALL’EST EUROPA. La provenienza prevalente dei lavoratori domestici stranieri in Fvg resta l’Est Europa: 10.176 (il 64% del totale). Seguono gli italiani (23,3%), mentre presenze meno significative sono quelle dell’Africa Centro Sud (2,5%), dell’Africa del Nord (2,3%), dell’Asia mediorientale (1,8%), delle Filippine (1,7%) e dell’Estremo Oriente (1,5%). 

MASCHI GIOVANI, DONNE ADULTE. La distribuzione per età evidenzia come il fenomeno del lavoro domestico in Fvg tra i maschi riguarda maggiormente i giovani-adulti, con una concentrazione nella fascia di età compresa tra 25-44 anni (e in particolare tra i 35-44 anni). Per quanto riguarda le donne si osserva un profilo più adulto, con un picco del 34,4% nella classe 45-54anni.

QUANTO LAVORANO. Considerando la distribuzione dei lavoratori per orario settimanale, circa i tre quarti supera le 24 ore, mentre il 13,4% va oltre le 45, vale a dire garantisce una presenza continua, la cosiddetta tipologia “24/H”. Contrattualizzazioni inferiori alle 20 ore settimanali, secondo Cristini, «potrebbero nascondere situazioni di “lavoro grigio”, in cui la persona è contrattualizzata per un numero di ore inferiori a quelle realmente lavorate, compensate con “fuori busta”».

QUANTO GUADAGNANO. Quattro lavoratori domestici su dieci hanno ricevuto nel corso nel 2014 meno di 5mila euro. Sette su dieci meno di 10mila. Nel dettaglio, un terzo delle donne percepisce una retribuzione annua compresa tra 5mila e 10mila euro, mentre il 31,1% ha un reddito tra mille e 4mila euro annui. Il 28,8% supera i 10mila euro, il 6,8% sta sotto i mille euro. Tra i maschi la concentrazione (41,3%) è nella fascia di reddito tra 1.000-4.999 euro annui. Presentano redditi superiori, tra 5mila e 10mila, il 32,4% dei lavoratori, mentre il 14,9% percepisce oltre 10mila euro. Infine, l’11,4% nel corso del 2014 ha percepito una retribuzione inferiore a 999 euro.

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