Latterie Friulane: Granarolo non molla l'osso e dà la sua versione

Guardare al futuro e trovare una soluzione sostenibile difendendo la filiera zootecnica friulana e valorizzando la Dop Montasio in Italia e all'estero: questi i cardini del piano di sviluppo proposto dall'azienda emiliana

Granarolo non cede, e dice la sua - con un comunicato ufficiale - : sullo sciopero a oltranza dei dipendenti delle Latterie Friulane, sul piano di sviluppo previsto per il consorzio e sulla necessità "dolorosa" di operare i licenziamenti. 

A fronte dello sciopero a oltranza indetto dai dipendenti di Latterie Friulane, Granarolo S.p.A. conferma quanto già comunicato al Consorzio e alle Istituzioni locali: a fronte delle crescenti difficoltà della Cooperativa è stato messo a punto un piano che presuppone la fusione tra le due Società cooperative (Granlatte e Consorzio Latterie Friulane) che prevede il mantenimento in Friuli di una struttura industriale e di un polo logistico-distributivo che consentirà di preservare le principali linee produttive dello stabilimento di Campoformido e di garantire la equa remunerazione della materia prima  conferita  dai soci allevatori.

Il piano, presentato al Consorzio, alle Istituzioni e alle OOSS organizzazioni sindacali locali,  ha come prospettiva:

- la difesa del latte fresco friulano

- la valorizzazione della filiera zootecnica regionale oggi in gravissima difficoltà per l’impossibilità di remunerare a prezzi sostenibili la materia prima latte (ricordiamo che la remunerazione degli allevatori fino al 31 dicembre 2013 era di 37 cent al litro di latte, 5 cent al litro in meno rispetto al mercato

- il rafforzamento del mercato dei duri, in particolare con specifico focus sullo sviluppo del Montasio.

A fronte del contesto di estrema criticità in cui versa attualmente Latterie Friulane e dell’andamento commerciale negativo che sta vivendo, la sostenibilità del piano rende necessario un doloroso ridimensionamento dell’organico oggi impiegato nello stabilimento di Campoformido, da sostenere con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali attivabili d’intesa con le Organizzazioni Sindacali. 

Ciò, non è il frutto della volontà di Granarolo e di Latterie Friulane, ma è la conseguenza della grave crisi in cui versa la cooperativa e il mercato complessivamente. Il crollo dei consumi alimentari sta mettendo in difficoltà decine di aziende di piccole e medie dimensioni, soprattutto di quelle che vivono essenzialmente nell’ambito di mercati locali. 

Al momento non ci sono piani alternativi e se non si trova una soluzione quanto prima guardando al futuro in prospettiva Latterie Friulane sarà messa in liquidazione.

La fusione di Granlatte e Latterie Friulane potrà invece consentire ai produttori friulani di accedere a un mercato costituito dai 60.000 punti vendita serviti da Granarolo e di inserirsi in una strategia del Gruppo decisamente votata all’export, in questo caso a beneficio della valorizzazione del Montasio.

Fin dai primi incontri con la cooperativa e con le Istituzioni locali Granarolo ha premesso che avrebbe considerato  indispensabile il raggiungimento di un accordo con le parti sociali.

La scelta dello  sciopero a oltranza che,  bloccando l’entrata delle cisterne di latte crudo contravviene alle indicazione dell’Autorità Garante, danneggia i produttori di latte (si stima che ogni giorno di sciopero equivalga a una perdita di circa 170.000 Euro per Latterie Friulane), spreca una materia prima che è il frutto del lavoro quotidiano di decine di allevatori locali,  danneggia il mercato, i marchi, le prospettive di sviluppo e quindi i lavoratori. 

Rispetto al piano, Granarolo si rende disponibile a:

- inserire gli attuali conferenti del Consorzio in Granlatte a garanzia di una maggiore sostenibilità per i produttori allevatori attraverso un maggiore sbocco del latte sul mercato e uno sviluppo della filiera 

- a dare vita ad una società con sede in Friuli su cui conferire gli asset produttivi , così da garantire il mantenimento in regione dei flussi fiscali.

- a sostenere un piano sociale di supporto alla riorganizzazione (cigs)

ma considera necessario il ripristino della normale attività produttiva e un confronto da parte sindacale che guardi a prospettive concrete e sostenibili.

Granarolo è la più importante impresa lattiero casearia d’Italia, di proprietà di una  grande e storica cooperativa italiana, che ha saputo tutelare i  mille produttori soci, presenti in 14 regioni italiane, che ogni giorno conferiscono il loro latte negli 8 stabilimenti del Gruppo lungo tutta la Penisola. Granarolo è cresciuta valorizzando filiera e territorio, ed è disponibile ad operare in Friuli guardando a prospettive di lungo termine.

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