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Economia

La beffa delle mancate ricariche: più di 2000 euro di credito e il telefono bloccato

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Allo sportello di Federconsumatori Udine APS si è presentato un caso che da l’occasione di far emergere una previsione contrattuale che non sempre è conosciuta dai consumatori. La vicenda può essere così riassunta: una nostra associata della provincia di Udine ha avuto contezza, contattando telefonicamente il Servizio Clienti del gestore telefonico, che aveva maturato un credito di oltre 2.600 euro sulla SIM card su cui era attivo un servizio prepagato. Stante ciò ha quindi provveduto a non effettuare più ricariche, di modo che il credito venisse man mano esaurito dagli addebiti periodici ma, a distanza di un anno, si è trovata da un giorno all’altro senza il servizio, impossibilitata a effettuare e ricevere chiamate, messaggi SMS ed effettuare navigazione Internet. Nonostante abbia interpellato reiteratamente il Servizio Clienti non le sono stati fornite spiegazioni né indicazioni su come risolvere il problema e quindi si è vista costretta obtorto collo ad attivare una nuova numerazione con altro gestore perdendo il numero di cui era titolare da più di 15 anni. Ma cosa è successo? Com’è possibile che con un credito residuo – ovverosia il traffico acquistato residuo non utilizzato – di oltre 2.000 euro la numerazione venga disattivata? Letizia D’Aronco, la consulente della Federconsumatori di Udine che si è occupata della vicenda, ricorda che «purtroppo nel caso che abbiamo trattato la Carta dei Servizi e le Condizioni Generali di Abbonamento del servizio prepagato che disciplinano il rapporto contrattuale prevedono che la SIM card (e la numerazione a essa associata) abbia una durata di 12 mesi che decorrono dalla sua attivazione oppure dall'ultima operazione di ricarica e consente di ricevere telefonate per un ulteriore periodo di un mese. Il problema in questo caso è quindi che visto che l’associata non aveva effettuato alcuna operazione di ricarica, nonostante fosse presente un credito residuo notevole, trascorsi i 13 mesi la SIM card e la numerazione verranno disattivate». Non tutto è perduto però; grazie al reclamo presentato è stato possibile ottenere la restituzione del traffico acquistato residuo non utilizzato attraverso assegno di traenza. Difatti, dal momento in cui viene effettuata la disattivazione, il consumatore ha due opzioni a disposizione: entro ulteriori 11 mesi può riattivare la numerazione (trascorsi il periodo il numero potrà essere riassegnato a terzi) o chiedere la restituzione dell’eventuale traffico residuo, attraverso assegno di traenza, accredito sul conto corrente. In alternativa il credito può essere anche trasferito su altra SIM card del cliente o di terzi (del medesimo gestore telefonico) per essere utilizzato secondo il piano tariffario connesso alla nuova numerazione. La richiesta deve essere però effettuata entro il termine della prescrizione ordinaria, ovverosia 10 anni decorrenti dalla data di disattivazione. Per qualsiasi dubbio come sempre i nostri consulenti degli sportelli dedicati alla telefonia, Internet e pay tv presenti in tutta la Regione sono a disposizione.

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