Bocciato referendum su art.18, Cgil regionale: «Avanti con quelli sul voucher e sugli appalti»

No al referendum sull'articolo 18, sì a quelli sui voucher e sugli appalti. È questo il verdetto della Consulta. Pezzetta (Cgil Fvg): «Referendum cruciali anche senza articolo 18. La campagna può segnare una svolta nonostante la bocciatura del quesito sui licenziamenti»

«Premesso che l’occupazione non si crea per legge, il via libera ai due referendum sul jobs act proposti dalla Cgil può e deve segnare l’avvio di una riforma vera del mercato del lavoro. Una riforma capace di invertire la rotta, nella consapevolezza che le ricette a base di deregulation e precarietà si stanno rivelando deleterie sia per i lavoratori che per le prospettive di ripresa. Da qui l’importanza cruciale di due quesiti di forte valore anche simbolico come quelli sui voucher e sugli appalti».

Il segretario generale della Cgil Fvg Villiam Pezzetta commenta così la decisione della Consulta, che ha dichiarato ammissibili i quesiti su voucher e responsabilità solidale negli appalti, “bocciando” invece quello sulla reintroduzione della reintegra in caso di licenziamento illegittimo. «Il mancato via libera al referendum sull’articolo 18 – dichiara ancora Pezzetta – non scalfisce l’esigenza di rimettere mano all’impianto complessivo del jobs act, comprese le norme sui licenziamenti: questo, del resto, è l’obiettivo che si pone la Cgil non solo con la campagna referendaria, ma anche attraverso la proposta di legge di iniziativa popolare sulla Carta dei diritti dei lavoratori, sostenuta da oltre 1 milione e 100mila firme, come ciascuno dei tre quesiti referendari».

Quanto al giudizio favorevole espresso invece sul jobs act dal presidente di Confindustria Udine Matteo Tonon, Pezzetta non si mostra sorpreso: «È scontato che su questi temi la sensibilità degli industriali sia molto diversa dalla nostra. Ciò che è certo, però, è che il recupero occupazionale, in regione come a livello nazionale, è troppo debole in termini assoluti e senza alcuna relazione col jobs act. Gli sgravi contributivi sui contratti a tempo indeterminato sono stati infatti l’unica misura con effetti diretti sulle assunzioni: non a caso l’effetto positivo è completamente venuto meno già quest’anno con la drastica riduzione degli incentivi».
 

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