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Antonio Maria Bardelli (Pfp/Ferraro)

Antonio Maria Bardelli (Pfp/Ferraro)

Antonio Maria Bardelli: «Lucida follia e curiosità, così si è imprenditori»

Il patron del Città Fiera ha celebrato l'inaugurazione della nuova area del centro commerciale, raccontandoci la sua idea di business

«La curiosità, la ricerca di più evoluzioni di business. L’essere innovatore, intuendo e rischiando per creare il primo grande magazzino e il primo supermercato della città, quando non sarebbe passato per la testa di nessuno che ci potessero essere attività del genere anche a Udine. Questo è lo spirito che mio padre mi ha lasciato in eredità e che mi porto dentro». Non ha esitazioni Antonio Maria Bardelli quando gli si chiede di scegliere la cosa più importante - a livello lavorativo - tra tutto quello che ha ricevuto dal genitore, figura simbolo del Friuli che fu. Il legame col passato pesa e stimola, e non potrebbe essere altrimenti nella vita dell’imprenditore che ieri - nel ricordo degli insegnamenti ricevuti - ha tagliato un altro traguardo di quello che è il suo core business, il Città Fiera. Il centro commerciale ha infatti inaugurato la sua nuova area, con 40 negozi e 150 posti di lavoro in più

UN PERIODO LUNGO. Per i nuovi spazi i lavori sono iniziati due anni fa, ma l’iter procedurale è stato più impegnativo essendo partito addirittura da 14. Nel frattempo sono successe diverse cose, anche alcune che avrebbero potuto allontanare Bardelli dai suoi progetti ma - come sostiene lui  - «c’è un aspetto di lucida follia che ti motiva ad andare avanti. L’imprenditore è anche questo, per forza. Dal punto di vista utilitaristico, in termini di qualità della vita, non ha senso tutto questo attivarsi, uno potrebbe accontentarsi di quello che ha e godersela. Poi arrivano giornate così, con il frutto del lavoro e della fatica che ti fa capire di aver creato qualcosa, e tutto si sana rapidamente».

LE PROSPETTIVE. Con la nuova struttura va a completarsi un anello dello shopping, che permette di rivitalizzare alcune aree marginali fino ad oggi. In più a febbraio sorgerà un altro pezzo di fabbricato, in modo da collegare il corpo principale a Leroy Merlin. Dietro, ovviamente, c’è un disegno con dettami ben precisi, come racconta Bardelli: «Implementare le possibilità per i mondi di casa, divertimento e outlet: su questo punteremo il grosso delle fasi future. Il tutto sarà realizzato con grande flessibilità, accelerando e frenando a seconda dei momenti. È un vantaggio che possiamo avere perché siamo più artigianali, più piccoli dei grandi gruppi che fanno questo tipo di operazioni. Abbiamo le caratteristiche del piccolo esercito, che ogni tanto vince perché conosce meglio il territorio. Il nostro stile potrebbe essere definito "cyber-viet”: ricorda la capacità di adattamento dei Viet Cong, non da grande potenza, ma da chi è capace di accontentarsi - metaforicamente - di una ciotola di riso per andare avanti e lottare».

LA SOSTENIBILTÀ. Fra le parole d'ordine del futuro "green" è ai primi posti, e un osservatore come Bardelli non resta indiferente alla cosa: «Ci ho pensato molto. Abbiamo delle idee come il fotovoltaico, oppure le biomasse. Prima è però necessario definire bene l’assetto del centro. Per esempio si fantastica sulla possibilità di realizzare una piscina e una pista di pattinaggio su ghiaccio, e sarebbe bello che entrambe le cose fossero ispirate al messimo risparmio energetico. Con un quadro stabile della situazione si potranno operare delle scelte, altrimenti si rischia di fare un lavoro a metà».

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