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In Friuli il manifatturiero è in ripresa: difficoltà per commercio ed edilizia

Lo dice l'ultima indagine di Unioncamere, in cui si evidenzia come chi si rivolge all'estero cresca, mentre il mercato interno è ancora fermo

Chi si rivolge all’estero ha migliori risultati in termini di crescita di produzione e fatturato e ha aspettative più ottimistiche. La conferma di quello che sembra ormai essere un mantra in economia arriva anche dall’indagine congiunturale dell’Unioncamere Fvg e relativa alle risposte di circa 1500 imprese di tutta la regione su com’è andato il terzo trimestre di quest’anno e su che cosa si attendono dall’ultimo, ora in corso.

E se da un lato i segnali di ripresa per l’industria manifatturiera e per la logistica sono un’indicazione importante, confermata per la terza indagine consecutiva, ed emerge pure una lieve ripresa dei servizi dell’ospitalità, contemporaneamente si annunciano le prime difficoltà del vitivinicolo a causa di un raccolto difficile e non accennano a invertire la rotta commercio ed edilizia, ancora in difficoltà. Segni di una domanda interna che non accenna a risalire e che rappresenta il nodo cruciale per le politiche economiche, come hanno evidenziato i rappresentanti camerali che hanno presentato oggi l’indagine. Tutti concordi da un lato nell’evidenziare la positività del rafforzamento del manifatturiero (ma più che di uno sviluppo si è parlato dell’arresto della caduta libera, visto che i valori sono ancora lontani da quelli pre-crisi), ma anche nello stigmatizzare il problema occupazionale, ancora purtroppo fortissimo, la fiscalità svantaggiosa per gli imprenditori e la domanda interna, ancora al palo, che penalizza la maggior parte delle attività produttive.

L’indagine regionale

L’industria manifatturiera conferma le tendenze positive registraste nel 1° e 2° trimestre: anche in questo 3° trimestre registra un aumento della produzione (+1,2%). Il vitivinicolo presenta una sostanziale stabilità della produzione (-0,14%), mentre restano in area negativa le vendite nel commercio (-3%) e la produzione nell’edilizia (-6,4%). In area positiva le vendite nei servizi dell’ospitalità (+0,4%) e cresce anche il fatturato della logistica (+4,5%).

Nella manifattura sono confermare le previsioni registrate nel trimestre precedente relative all’andamento della domanda estera: nel 2° trimestre le previsioni degli imprenditori del Friuli Venezia Giulia mostravano una marcata preoccupazione che il consuntivo del 3° trimestre conferma con +2,3% degli ordini esteri, un risultato comunque positivo perché conferma in trend che dura da inizio 2014, ma decisamente inferiore al +5,4% nel 1° trimestre. La performance positiva dell’industria manifatturiera regionale è determinata soprattutto da quella di Pordenone, che registra un +2,7% nella produzione, ma anche le manifatture di Gorizia e Trieste sono positive, mentre emerge qualche difficoltà per quella di Udine (-1,4% la produzione nel 3° trimestre). Restano in sofferenza il commercio al dettaglio (-3% le vendite rispetto al 3° trimestre 2013 e –0,7% rispetto al 2° trimestre 2014) e le costruzioni (-7,3% il Fatturato rispetto al 3° trimestre 2013 e –1,1% rispetto al 2° trimestre 2014).

Le previsioni degli imprenditori del Friuli Venezia Giulia

Restano positive quelle degli imprenditori del Vitivinicolo. Complessivamente si riduce l’area dell’incertezza orientandosi verso previsioni più positive per la manifattura ed il commercio al dettaglio (dove ci si attende un aumento delle vendite per le feste natalizie) e viceversa verso un quadro più negativo per edilizia e servizi dell’ospitalità. Le previsioni delineano un quadro di forte preoccupazione sia per caratteri di natura congiunturale (come nel caso del vitivinicolo e della manifattura), sia strutturale (Edilizia, Commercio e Servizi).

Introduzione alla lettura dei dati congiunturali attraverso quattro indicatori:

Il primo: la ristrutturazione del tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia sempre più logorato dalla lunga crisi economica. Nel periodo gennaio-settembre 2014 le imprese attive sono calate di 1.445 unità; le aperture fallimentari state 170, le aperture di scioglimento e liquidazione sono state 1.076. Il secondo riguarda le famiglie in difficoltà; in Italia il 28% delle famiglie è a rischio povertà o esclusione sociale. In Friuli Venezia Giulia le famiglie sotto a rischio povertà sono il 10,1%, il 6,7% è classificato “a grave deprivazione”, un ulteriore 6,2% è a “bassa intensità lavorativa”.

Il terzo punto: l’export regionale nel periodo gennaio-settembre 2014 è stato di 8.716 milioni di euro, una valore sostanzialmente stabile rispetto al 2013. Le performances territoriali sono però diverse con una crescita (di circa il 2/3%) per Pordenone, Udine e Gorizia, ed una flessione del 14% per Trieste. I settori che hanno presentato le migliori performances sono quelli dei “Prodotti alimentari e bevande” (+10,7%), “Mobile arredo” (+5%, incremento quasi tutto concentrato a Pordenone) e dell’elettronica (+12%).

Il quarto punto riguarda il rapporto delle imprese con il credito: anche nel 3° trimestre, in Friuli Venezia Giulia, è proseguita la contrazione dei finanziamenti. Per le imprese, dopo il -6,3% a marzo ed il -2,9% a giugno, si registra un -2,7% a settembre mentre per le famiglie il trend è rimasto stabile cioè attorno al -0,7/-0,9%.  La qualità del credito resta ancora critica, anche se rispetto a dicembre 2013, il tasso di decadimento è calato prima al 2,9% (a marzo 2014), poi al 2,5% (giugno 2014) per raggiungere l’1,8% di settembre. Alla riduzione hanno contribuito soprattutto le imprese: il massimo storico è stato registrato nel mese di dicembre 2013 con un tasso di decadimento pari a 4,6%, valore che a settembre 2014 è sceso a 2,6%.

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