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Imprese del terziario in regione: fiducia in caduta libera

La ricerca di Confcommercio che ha coinvolto più di 1.500 aziende del territorio non fa ben sperare. Meno ricavi, più disoccupazione e situazione finanziaria sempre più difficile

La crisi non si arresta dopo i primi sei mesi del 2013. Diminuiscono i ricavi, aumenta la disoccupazione, peggiora la situazione finanziaria. Sempre meno le imprese che si recano in banca a fare richiesta di credito e, tra quelle che inoltrano la domanda, aumentano le risposte negative. La ricerca di Confcommercio, che ha coinvolto più 1.500 aziende nel sondaggio e analizzato il secondo trimestre del 2013, non promette nulla di buono.

Torna a peggiorare la fiducia delle imprese del terziario Fvg. Il saldo passa dal -60,9 registrato a marzo all’attuale -63,5. Le imprese delle province di Gorizia e Pordenone sono più pessimiste sull’andamento dell’economia generale. Il clima di fiducia risulta comunque negativo in tutta la regione. Aumenta il pessimismo delle imprese con riferimento alla propria situazione specifica (-41,3 su -38,9) e la previsione nel breve periodo non accenna a dare segnali di miglioramento (-20,1 su -16,0).

Peggiora l’indicatore relativo ai ricavi delle imprese del terziario Fvg (-35,5 su -33,6). La previsione per i mesi estivi non lascia sperare in segnali di miglioramento immediato (-17,5 su -15,0). Ancora in crescita la disoccupazione nel secondo trimestre 2013 (-20,6 su -18,8). Va meglio perquanto riguarda i prezzi praticati dai fornitori (-27,4 su -29,3). Il trend in vista dei mesi estivi dovrebbe proseguire sulla scia di questa timida ripresa (-15,2 su -16,5). In leggero miglioramento anche l’indicatore relativo ai ritardi nei tempi di pagamento da parte dei clienti (-41,1 su -42,1).

Peggiora inoltre la capacità delle imprese nel fare fronte ai propri impegni finanziari. Il saldo congiunturale scende dal -34 registrato al marzo 2013 all’attuale -30. Critica la situazione finanziaria per le imprese del terziario della provincia di Gorizia e di Pordenone nel secondo trimestre 2013. Negativa ma meno marcata quella che caratterizza chi opera nelle province di Trieste e Udine.

Si abbassa la percentuale di imprese si sono recate in banca per chiedere un fido o la rinegoziazione di un fido esistente (sono state il 21,1% contro il precedente 23,7%). Diminuisce anche la percentuale delle imprese che si sono viste concedere un credito con un ammontare pari o superiore (area di stabilità): sono state il 38,8% contro il precedente 42,2%. Al contrario aumenta la percentuale delle imprese che hanno visto accolta la propria richiesta di credito con un ammontare inferiore a quello richiesto sommata a quelle che hanno visto respinta la propria richiesta (area di irrigidimento): sono state il 36,9% contro il precedente 31,6%.

 

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