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Pmi friulane: difficoltà a innovare, arriva in aiuto "Know us"

Le aziende del Fvg non hanno cambiato strategia, nonostante durante la crisi economica sia cambiato il mondo. Arriva un progetto transfrontaliero che si occuperà di redarre piani strategici per 25 realtà

Dal 2008, anno d’inizio della crisi, al 2011, a crisi ormai conclamata, di fatto tante aziende, pur assistendo a un peggioramento della performance, non hanno modificato la strategia d’impresa, nonostante sia letteralmente cambiato il mondo. E anche riconoscendo l’importanza crescente dell’innovazione, difficilmente sono riuscite a mettere in piedi investimenti e nuovi processi, a comprendere a fondo - o comunque a fronteggiare - la necessità di trasformarsi in prospettiva, in una realtà sempre più sfidante, che pretende creatività e innovazioni continue.

È il quadro che emerge da 337 imprese dei settori agricoltura, legno-arredo, logistica e trasporti, edilizia, turismo di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Slovenia, che hanno risposto al questionario somministrato nell’ambito del progetto transfrontaliero Italia-Slovenia “Know us”, i cui risultati sono state presentati in un workshop in Sala Valduga. Oltre alla Camera di Commercio di Udine, partner di progetto sono altre realtà camerali e istituzionali del Veneto (la Regione Veneto, in particolare, è capofila), dell’Emilia Romagna e della Slovenia, ma anche Università e Centri di ricerca dell’area coinvolta. L’obiettivo del progetto è proprio affrontare questa situazione, questa esigenza d’innovazione confermata dalle risposte delle aziende stesse: “Know us” vuole infatti studiare i modelli di business delle imprese locali e attivare strategie per aumentarne la competitività, supportandone la generazione di nuova conoscenza, grazie anche alla collaborazione di tanti partner specializzati.

Il questionario, come ha spiegato Carlo Bagnoli, professore associato all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha individuato le strategie di gestione della conoscenza delle imprese e la loro coerenza con le modalità competitive. I questionari sono stati raccolti principalmente in aziende del Veneto (129) e del Fvg (54 a Pordenone, 61 a Udine, 8 a Gorizia, 2 a Trieste), oltre che degli altri territori coinvolti. Nel frattempo è iniziata la fase di mappatura dei modelli di business di 100 delle imprese selezionate (10 Emilia Romagna, 30 Veneto, 30 Fvg, 30 Slovenia).

La prossima fase prevede la redazione di 25 piani strategici per le Pmi selezionate, proprio per cercare di invertire il trend evidenziato dalle imprese stesse tramite i questionari. Il 54% delle imprese intervistate ha fino a 24 dipendenti e un ulteriore 15% fino a 49. Tra i settori coinvolti, l’agricoltura, il legno-arredo e l’edilizia sono quelli che tra 2008 e 2011 hanno registrato fatturati in calo, anche dall’estero (i dati più evidenti: il -2,05% di ricavi esteri segnalati dalle industrie del legno e il -2,74% di quelli interni delle costruzioni). Ricavi in leggerissimo rialzo, nei termini dello “zero virgola”, invece, per turismo e manifatture, oltre che logistica e trasporti, pur limitatamente al mercato interno.

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