Friuli Venezia Giulia in Italia maglia nera per le imprese giovanili

Su un totale di 89mila imprese attive solamente 6.806 sono in mano ad under 35. Cercivento è il comune leader con il 20 per cento di imprese giovani

Friuli Venezia Giulia ultima regione in Italia per incidenza percentuale di imprese giovanili. La percentuale è del 7,6% di imprese under 35 sul totale. Sono appena 6.806 le imprese che vantano una partecipazione di giovani superiore al 50% (tra quote e cariche) sulle 89.817 attive. A fare il punto sulla questione è un report dell’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine. Istantanea che vede il Fvg fanalino di coda, dietro alla media nordestina, che fa tuttavia poco meglio (il 7,7%), e di gran lunga dietro a quella nazionale (9,7%) per non parlare del Sud, dove molte regioni centrano la doppia cifra, spinte dalla disoccupazione giovanile che in questo caso funziona da leva per l’auto-imprenditorialità.

L'Italia

Nelle regioni italiane, la relazione tra tasso di disoccupazione giovanile (25-35 anni) e percentuale di imprese giovanili è infatti molto forte: dove è più alta la disoccupazione è più elevata la quota di “auto-impiego” dei giovani che aprono una propria attività. “Per molti di loro la decisione di diventare imprenditori, più che una libera scelta, pare dettata dalla necessità di crearsi un lavoro in mancanza di alternative - commenta il presidente del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Udine, Enrico Todesco -. Al contrario, nelle regioni del centro-nord con più bassa disoccupazione, la quota di giovani che fanno impresa è minore, molti trovano più agevole percorrere la strada del lavoro dipendente senza mettersi direttamente in gioco come imprenditori”. “Abbiamo bisogno di una nuova cultura del fare impresa e di una forte azione volta ad agevolare l’autoimprenditorialità - dichiara il leader dei giovani artigiani -. Sappiamo bene che fare impresa in Italia è difficile, ma è tempo di invertire la rotta. La crisi economica ha falcidiato un gran numero di aziende ed è necessario, oggi più che mai, garantire nuova natalità. Bisogna che smettiamo di lagnarci e ci impegniamo ai vari livelli istituzionali affinché ai ragazzi sia data una chance”.

Formazione

La scuola resta lo snodo fondamentale per avvicinare i giovani al mondo del fare. “E’ lì che dobbiamo riuscire ad intercettarli - continua Todesco - per far passare l’idea che non c’è solo il lavoro dipendente, che ci si può realizzare anche mettendosi in proprio, rischiando certamente un po’ di più per inseguire le proprie aspirazioni”. “Le poche imprese giovanili ci preoccupano. Dobbiamo garantire un futuro ai nostri giovani con azioni che aiutino lo sviluppo delle imprese - dichiara dal canto suo il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -. Bisogna puntare sull’istruzione e sulla formazione dei giovani. Il lavoro ha bisogno di competenze e di forze fresche che non possiamo poi, una volta formate, permetterci di mandarle in giro per il mondo a cercar fortuna, privandoci così della futura classe dirigente”.

I dati

In regione ad aver raccolto maggiormente la sfida dell’auto-imprenditorialità sono i giovani isontini. La provincia con maggior peso di giovani imprese è infatti quella di Gorizia (8,5%), seguita da Trieste (8,1%), mentre in Friuli si scende rispettivamente al 7,5% e al 7% a Udine e Pordenone. I settori in cui i giovani si cimentano di più (vedi fig.2) sono il turismo, che vede impegnate il 14,2% delle imprese giovanili contro il 9% di quelle totali, e i servizi alla persona, con l’11,9%  di under 35 contro il 7,8% del totale. Più bassa la percentuale di presenza giovanile nel settore primario (11,6% contro il 15,2%) e nel manifatturiero (6,9% contro il 10,6%).

Carnia felix

A livello territoriale c’è una sorpresa. I comuni che spiccano per incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale delle imprese nei 210 comuni del Friuli Venezia Giulia (fig. 3, esclusi 5 comuni con meno di 15 imprese attive) sono montani, delle due province friulane di Udine e Pordenone. Al primo posto c’è il comune carnico di Cercivento (UD) con il 20,5% di imprese giovanili, al secondo il comune delle Valli del Natisone – Slavia Friulana di San Leonardo (UD), con il 17,4% di imprese junior, al terzo un altro comune carnico della valle del But, Arta Terme, con il 15,6%. Plaude al podio Todesco pur guardando al dato con realismo: “L’analogia con i comuni del sud è evidente. Nei comuni montani più lontani dai maggiori centri e dalla viabilità principale, in cui di norma è più difficile trovare un lavoro dipendente, è più alta la quota di giovani che si creano o sono costretti a crearsi un lavoro - rileva -. Insomma, il fatto che in cima a questa particolare classifica ci siano comuni di zone disagiate ci dice che i ragazzi, in mancanza di alternative di lavoro, valutano la possibilità di mettersi in proprio”. In un’epoca caratterizzata da elevate quote di giovani NEET, persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione, i giovani dei comuni montani stanno indicando una possibile via di uscita. Un invito ai coetanei perché non rimangano inermi o disoccupati, ma si creino da soli un lavoro, diventando imprenditori.

Città

Nelle realtà urbane e nei comuni dove è più facile trovare lavoro viceversa la percentuale di giovani che fa impresa è più bassa: i comuni capoluogo che, vista la dimensione demografica, primeggiano per numeri assoluti di imprese giovanili, sono lontani dalle prime posizioni per incidenza percentuale: 58° Gorizia (201 imprese giovanili, incidenza 8,6%); 64° il comune di Udine (717, 8,5%), 65° Trieste (1.026, 8,4%), 97° Pordenone (322, 7,4%). Nella “top 20” l’unico grosso comune è Monfalcone (GO), al 17° posto con 198 imprese guidate da giovani (10,8%). Ci sono infine Comuni che imprese giovanili non ne hanno nemmeno una. E’ il caso di Cimolais (PN) e Montenars (UD) dove, su 28 e 22 imprese, nessuna è under 35.

Fig. 1. Incidenza percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese di tutti i settori nelle province e nella regione FVG al 31/12/2018

Schermata 2019-09-27 alle 10.22.22-2

Fig. 2. Confronto tra l’incidenza percentuale nei settori di attività delle imprese giovanili e del totale delle imprese, regione FVG, 31/12/2018

Macrosettore

% imprese giovanili

% imprese totali

Differenza

Agricoltura e attività connesse

11,6%

15,2%

-3,6%

Attività manifatturiere, energia, minerarie

6,9%

10,6%

-3,7%

Costruzioni

16,2%

15,4%

+0,8%

Commercio

21,3%

22,5%

-1,2%

Turismo

14,2%

9,0%

+5,2%

Trasporti e Spedizioni

1,7%

2,6%

-0,9%

Assicurazioni e Credito

3,3%

2,3%

+1,0%

Servizi alle imprese

12,9%

14,5%

-1,6%

Servizi alla persona e altre attività di servizi

11,9%

7,8%

+4,1%

Totale Imprese attive

100,0%

100,0%

0,0%

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere

Fig. 3. Top 20 dei comuni del FVG per incidenza percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese di tutti i settori, al 31/12/2018

Rank % imprese giovanili

Prov.

Comune del FVG

% imprese giovanili

Numero imprese giovanili

Numero totale imprese

1

UD

CERCIVENTO

20,51%

8

39

2

UD

SAN LEONARDO

17,44%

15

86

3

UD

ARTA TERME

15,63%

20

128

4

UD

PRATO CARNICO

15,15%

10

66

4

PN

BARCIS

15,15%

5

33

6

PN

CASTELNOVO DEL FRIULI

15,09%

8

53

7

PN

CLAUZETTO

14,81%

4

27

8

UD

PULFERO

14,29%

11

77

9

UD

LUSEVERA

13,95%

6

43

10

PN

PINZANO AL TAGLIAMENTO

13,68%

13

95

11

GO

DOBERDO' DEL LAGO

13,46%

7

52

12

UD

ZUGLIO

12,90%

4

31

13

UD

MALBORGHETTO VALBRUNA

12,63%

12

95

14

UD

PAULARO

12,59%

17

135

15

UD

RIGOLATO

11,11%

3

27

16

UD

TRICESIMO

10,87%

61

561

17

GO

MONFALCONE

10,81%

198

1.831

18

PN

TRAVESIO

10,81%

12

111

19

PN

FRISANCO

10,71%

3

28

20

PN

SEQUALS

10,69%

17

159

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere

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