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Chiuse nel 2016 meno di 20 stalle, prezzo del latte in ripresa

L'emorragia della chiusura delle stalle pare rallentata. Lugo (Aafvg) : "Tentiamo la strada della Lombardia istituendo in Fvg un tavolo per definire prezzo nel medio periodo"

Lo scenario del settore lattiero-caseario regionale resta ancora a tinte fosche, ma il futuro prossimo promette qualche schiarita. Il direttore dell’associazione allevatori Fvg, Andrea Lugo, è fiducioso. L’accordo di recente siglato in Lombardia tra le associazioni di categoria e il colosso Lactalis, che ha blindato il prezzo minimo del latte pagato alla stalla per i prossimi 4 mesi, rappresenta a sentire il manager un indizio chiaro.

“Si parla di 37 centesimi minimo a gennaio, 38 a febbraio, 39 a marzo-aprile per i conferitori Parlamalat-Lactalis - spiega Lugo - di cui anzitutto dovrebbero beneficiare i conferitori di Latterie friulane ma a seguire anche gli altri, se ancora una volta, come già in passato, il prezzo della Lombardia sarà quello di riferimento per l’intero comparto nazionale”. L’accordo stretto di fresco non è un caso. “Se un colosso come Lactalis si è affrettato a fissare un tetto minimo è per mettersi al riparo dall’aumento del prezzo del latte che molti economisti hanno annunciato. Non è l’unica novità positiva. In Fvg dopo anni di inarrestabile emorragia la chiusura delle stalle pare infine aver rallentato.  “Tra il 2015 e il 2016 siamo scesi sotto le 1000 aziende zootecniche di bovine da latte - fa sapere il direttore dell’associazione di stanza a Codroipo -, ma in questo ultimo anno di chiusure ne abbiamo avute meno di 20, dopo anni in cui le perdite si erano spinte fino a tre cifre”.

Assieme al presidente dell’associazione Renzo Livoni, Lugo si prepara a portare questi numeri all’attenzione della II commissione consiliare nel corso delle audizioni con i portatori d’interesse che saranno calendarizzate a breve. Numeri e qualche proposta. “Perché non importare il tavolo di concertazione del prezzo del latte che fino a qualche anno fa esisteva in Lombardia e che Lactalis ha recentemente rispolverato? Dalla sua il Fvg può vantare un latte tra i migliori d’Italia e dunque appetibile dai grandi gruppi spinti per via dell’etichettatura a cercare oggi più che in passato latte locale di qualità. Se vogliamo approfittare di questa tendenza lo dobbiamo fare nel senso indicato dall’assessore all’agricoltura Cristiano Shaurli che ha individuato tra le priorità quella del fare massa critica e mettere insieme tutti gli attori. Magari appunto tentando l’istituzione di un tavolo sulla falsariga di quello di Milano - afferma Lugo -. I benefici per le aziende sarebbero importanti, specie se si riuscisse a concertare  un prezzo per un periodo medio-lungo. Tra i problemi che oggi pesano di più sulle spalle delle nostre aziende c’è infatti quello di non avere stabilità. Di non poter contare sullo stesso prezzo per oltre un mese che equivale a non poter programmare. Anche questo nodo andrà affrontato”, conclude il direttore che guarda con favore alla prospettiva di un momento di approfondimento in sede regionale. “E’ il momento giusto per farlo - rilancia -. Se davvero siamo alla vigilia della ripresa dobbiamo arrivare pronti a cavalcarla. In questo senso un importante passo è già stato fatto con il piano di promozione triennale della Dop Montasio finanziato dalla Regione. Non ci resta che lavorare. E sperare stavolta che gli sforzi diano i frutti auspicati perché la denominazione è la grande chance, a oggi inespressa, del nostro settore in Fvg”. 

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