Confcommercio Fipe: si faccia chiarezza sugli home restaurant

Chiesta alle istituzioni una decisa azione nei confronti di attività condotte al di fuori di ogni regola

Il sindacato Fipe, informa il vicepresidente provinciale di Confcommercio Udine Carlo Dall’Ava, ha chiesto alle istituzioni una decisa azione nei confronti di attività condotte al di fuori di ogni regola e, in particolare, verso i canali web che le promuovono e beneficiano delle relative commissioni. L’associazione ritiene inoltre opportuno prevedere azioni a contrasto di chi mette a rischio la sicurezza dei consumatori e opera senza sottostare alle disposizioni di legge.

«Ospitare persone a casa propria per pranzi, cene o aperitivi dietro pagamento di un corrispettivo specifico – dichiara Fipe evidenziando come il 60% delle intossicazioni alimentari avvenga in ambito domestico – è una vera e propria azione imprenditoriale che deve rispettare una severa regolamentazione, allavstregua di qualsiasi altro ristorante».

«La crescente diffusione degli home restaurant su tutto il territorio nazionale – prosegue Dall’Ava –, a seguito della crisi e attraverso il contributo di canali on line e social network, se non contrastata immediatamente, rischia di costituire un canale parallelo di offerta organizzata, ma non controllata da molteplici punti di vista. Il Governo è stato quindi sollecitato ad adottare misure che impediscano questo attentato alla salute pubblica e mettano freno a iniziative prive di qualsivoglia regolarità».

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