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Sviluppo della montagna e della Carnia: amministratori assieme a Tolmezzo

L'incontro si è concentrato sul sostegno e lo sviluppo della filiera foresta-legno nell'area montana. Il progetto prevede l'impegno a mettere mano allo snellimento e alla sburocratizzazione del regolamento forestale regionale

Era uno dei punti imprescindibili del piano della Regione FVG che riguarda il sostegno e lo sviluppo della filiera foresta-legno nell’area montana: sul progetto di filiera anche i Comuni della Carnia, in quanto principali proprietari dei boschi, devono venire coinvolti e motivati al rilascio di concessioni pluriennali ed integrate.

Detto e fatto. A Tolmezzo, nella sede della Delegazione di Confindustria Udine, la Regione FVG ha convocato tutti gli enti locali interessati per illustrare il documento predisposto nei mesi scorsi su iniziativa di Fantoni, Legnoservizi e del servizio forestale regionale e, già, oggetto di discussione con le imprese di taglio boschivo e con imprese di prima e seconda trasformazione.

All’incontro con le amministrazioni locali sono intervenuti Rinaldo Comino, direttore del Servizio Gestione forestale della Regione FVG, Federico Gollino, capo della Delegazione di Confindustria Udine, Tullio Bratta, per la Fantoni spa di Osoppo, ed Enore Casanova, presidente di Legnoservizi.

Il progetto, come noto, è un ‘work in progress’ (siamo alla sua dodicesima rivisitazione) e prevede l’impegno da parte della regione a mettere mano allo snellimento e alla sburocratizzazione del regolamento forestale regionale attraverso il dimezzamento dei tempi per istruttorie e autorizzazioni, l’introduzione nel caso anche del principio del silenzio-assenso, il ricorso all’autocertificazione e il rilascio del patentino forestale per l’esercizio delle attività. La Regione, come ha sottolineato Rinaldo Comino, assicurerà pure un sostegno finanziario sia sul versante delle infrastrutture con contributi per interventi di ammodernamento della viabilità forestale sia a favore delle imprese che trasformano ed utilizzano il legno agevolandone l’acquisto di macchinari e attrezzature. In totale 6milioni di euro di investimenti, di cui tre milioni e mezzo a carico della Regione.

“Mi aspettavo una partecipazione totalitaria da parte delle amministrazioni comunali interessate – ha commentato il capodelegazione Gollino –, ma se questo non è avvenuto, ci deve comunque spingere a sensibilizzare ulteriormente amministrazione e opinione pubblica sulla validità del progetto. Gollino ha poi fatto un confronto tra Carinzia e Carnia: “In Carinzia ci sono 500mila ettari di boschi che danno lavoro a 20mila persone per un volume di affari di 252milioni di euro; in Carnia e nella montagna friulana gli ettari di boschi sono 350mila per un volume di affari di appena 10milioni di euro e un’occupazione statisticamente irrilevante. Non dimentichiamo poi – ed è il parere anche di Enore Casanova - che il bosco, se non lo facciamo diventare un’opportunità, resta un costo perché va comunque curato e salvaguardato”.

“Il tempo – ha confermato Tullio Bratta – ha dato ragione a chi ha utilizzato il bosco in maniera sistematica e intelligente. Noi riteniamo che una gestione equilibrata del bosco rappresenti la salvezza del bosco stesso e dell’ecosistema. Questo progetto può comportare altresì un incremento del 12,5% annuo del fatturato della filiera e garantire a regime un’occupazione di almeno 220 persone”.

E le amministrazioni locali cosa ne pensano? Sandro De Infanti, vice-sindaco di Ravascletto, è ottimista: “E’ un tema, quello della valorizzazione dei nostri boschi, di cui si discute da almeno trent’anni. Tuttavia ho la sensazione, per la prima volta, che sia stata imboccata la strada giusta. Sono stati infatti coinvolti tutti i soggetti della filiera, nessuno escluso. Se non riusciamo a venirne a capo ora, non ci riusciremo mai più”.

Michele Benedetti, sindaco di Ampezzo, riflette sulle defezioni di troppi suoi colleghi all’incontro: “Apprezzo lo sforzo congiunto di Confindustria, Fantoni, Legno Servizi e Regione, ma l’impressione è che ogni progetto congiunto di valorizzazione dei boschi debba fare i conti con i troppi enti locali desiderosi di andare per proprio conto. Questo è il dato di fatto e la partecipazione di amministratori all’incontro odierno (“Pochi, ma buoni” ha comunque commentato Comino ndr.) è un segnale negativo che diamo alla politica regionale e alla volontà di sostenere questo piano foresta-bosco. Il mio auspicio è che il progetto vada comunque avanti con le amministrazioni comunali che ci credono. Non perdiamo altro tempo ad aspettare chicchesia. Il bosco non può più attendere”.    

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