Economia

Vendite estere in calo: Udine segna un crollo del 17 %, cresce solo a Gorizia

Tra i pochi ambiti in controtendenza, oltre alla cantieristica navale (+219,9%), c'è la produzione di computer, apparecchi elettronici e ottici

Nel periodo gennaio-settembre 2020 l’export italiano ha registrato una diminuzione su base annua (-12,5%, pari a 44,6 miliardi di euro in meno), nonostante il recupero del terzo trimestre. La dinamica del commercio estero nel 2020 è stata infatti pesantemente condizionata dagli effetti economici dell’emergenza Covid-19, che sono stati particolarmente accentuati tra aprile e maggio. Nella nostra regione, fa sapere il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo che ha rielaborato dati Istat, la flessione nei primi nove mesi dell'anno è stata pari a -6,1% (che si traduce in termini assoluti in 652 milioni di euro in meno, da 10,7 a 10,1 miliardi). Solo Molise (+31,4%, grazie alle vendite di autoveicoli) e Liguria (+1,1%) presentano degli incrementi, tutte le altre regioni evidenziano delle diminuzioni più accentuate rispetto a quella del Friuli Venezia Giulia. La Lombardia da sola (-13,4%), spiega un terzo della flessione tendenziale dell’export nazionale nei primi nove mesi dell’anno. L’analisi provinciale dell’export mostra performance negative per la maggior parte delle province italiane. Le peggiori hanno interessato: Milano, Torino, Firenze, Bergamo, Brescia, Cagliari e Vicenza; tra le dinamiche positive, le migliori si registrano in quelle di Arezzo, Rovigo e Gorizia.

L’export cresce solo in provincia di Gorizia

La provincia isontina è in effetti l’unica in regione a registrare un deciso incremento rispetto allo stesso periodo del 2019 (+80%), ascrivibile alle vendite estere della cantieristica navale, caratterizzate da una notevole variabilità nel tempo. Trieste presenta un dato sostanzialmente stabile (-0,2%), Udine e Pordenone delle flessioni molto nette (rispettivamente -17% e -15,2%). Sempre nei primi nove mesi di quest’anno si riscontra una notevole diminuzione anche delle importazioni regionali (-18%), tanto che l’avanzo commerciale è cresciuto di quasi il 10% (equivale a circa 5 miliardi di euro).

Le esportazioni per settore

Scendendo nel dettaglio dei settori si può osservare che i principali comparti di specializzazione dell’economia regionale registrano dei pesanti passivi: in particolare la siderurgia (-18,8%), la meccanica strumentale (-24,6%) e la produzione di mobili (-15,3%). Tra i pochi ambiti in controtendenza, oltre alla cantieristica navale (+219,9%), si può menzionare la produzione di computer, apparecchi elettronici e ottici (+25,8%, in particolare le apparecchiature per le telecomunicazioni). Al netto delle vendite di navi e imbarcazioni il passivo sarebbe molto più pesante per la nostra regione (si attesterebbe a -14%, peggiore anche rispetto alla diminuzione registrata a livello nazionale).

Diminuiscono i flussi verso i principali partner commerciali

In merito alle destinazioni geografiche dell’export delle imprese regionali si osservano infine delle diminuzioni in corrispondenza dei principali partner commerciali; nello specifico verso la Germania (-17,7%), la Francia (-15,5%), l’Austria (-16,9%), il Regno Unito (-21,6%). Si registrano al contrario dei valori positivi per quanto riguarda gli Stati Uniti (+77,9%, un andamento condizionato positivamente dal settore della cantieristica navale) e i Paesi Bassi (+5,3%, grazie all’andamento del comparto delle apparecchiature per le telecomunicazioni).

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