Famiglie e crisi economica: ecco come non farsi travolgere

Famigliattiva e Confindustria a convegno. "Necessaria una rete per aiutare le famiglie in difficoltà". Anche le aziende hanno bisogno di essere ascoltate. La soluzione? "Prendersi cura di se stessi"

Paura di non farcela, ansia, sofferenza, suicidi…Come fare perché la crisi non ci travolga? E’ la domanda cui ha cercato di dare risposta Famigliattiva, associazione di volontariato con lo scopo di favorire lo sviluppo di una rete di famiglie per il sostegno reciproco, con il convegno dal titolo “Aggràppati alla rete: percorsi di salvezza dalla crisi economica” svoltosi all’auditorium San Marco di Palmanova e patrocinato anche da Confindustria Udine.
 
L’incontro, moderato da Rosario Di Maggio, ha voluto tracciare un quadro della situazione attuale, facendo luce sul reale impatto della crisi economica sul disagio mentale e psicologico di cittadini e famiglie. "Abbiamo voluto parlare della crisi non dal punto di vista economico, ma sociale - ha detto il presidente di Famigiattiva Donato Corcione - di fronte alle difficoltà il nostro invito è proprio quello di 'aggrapparsi alla rete': quella tra le persone, le associazioni, gli enti sul territorio, ma soprattutto tra le famiglie. Perché dietro a un imprenditore che fallisce c'è sempre una famiglia che soffre".

Da parte sua, il vice presidente di Confindustria Udine, Marco Bruseschi, ha ribadito la vicinanza e il sostegno dell'Associazione all'iniziativa: "Nelle situazioni difficili che colpiscono la nostra categoria, molte volte il problema principale è l'ascolto: è necessario che un imprenditore riesca ad aprirsi, a parlare e a trovare una sponda psicologica al suo dramma. Questa la rete di cui abbiamo bisogno. Come Confindustria Udine abbiamo il dovere di cercare nuove strade di ascolto e di dialogo con i nostri imprenditori e le loro famiglie. Iniziative come questa ci indicano la strada".

La dottoressa Paola Zanus-Michiei, responsabile del Centro di Salute Mentale Palmanova dell’Ass 5 Bassa Friulana ha fatto il punto su “Il disagio nella crisi nella Bassa Friulana”, portando la realtà territoriale a esempio di una rete sanitaria e sociale "che funziona": "Il sistema di cure di salute mentale deve garantire continuità all'individuo, deve uscire dall'ambito sanitario per integrarsi con le persone sul territorio, che qui fanno davvero tanto per darci una mano. Inoltre, l'accesso ai servizi deve essere facilitato- ha spiegato la dottoressa- attraverso azioni domiciliari e integrate con pronto soccorso e medicina generale Udine, e con le agenzie sociali". Infine la dottoressa ha anche ricordato come nella complessità del presente occorra "ripensare a ritmi di vita più rispettosi della nostra salute mentale".

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Il professor Ernesto Gianoli, della Scuola Superiore Internazionale di Scienze della Formazione di Venezia Mestre ha invece spiegato come "la cura di sé costituisca la prima prevenzione del dramma”; contro il rischio di suicido la prima rete di protezione è l'amore familiare e della coppia. Ma è necessario anche "essere consapevoli dei propri punti di forza, delle esperienze positive vissute, ma anche delle proprie fragilità: non ignorandole, ma dando a noi stessi un'educazione ricostruttiva, nutrendoci delle cose positive della nostra vita".

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