Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Lavoro in Fvg: la pandemia ha penalizzato donne, autonomi e indipendenti

La pandemia ridisegna il mercato del lavoro, penalizzando autonomi e indipendenti, commercio tradizionale e turismo, lavoro a tempo determinato, e impatta in particolare sulla componente femminile

La crisi provocata dalla pandemia ridisegna il mercato del lavoro e a pagarne le conseguenze sono soprattutto le donne. Tanto per cambiare, verrebbe da dire, visto che le statistiche internazionali collocano l'Italia agli ultimi posti in termini di partecipazione del mondo femminile alla vita economica. E anche in Friuli Venezia Giulia sono state le donne tra i 35 e i 44 anni le più penalizzate dal primo anno di coronavirus, con una contrazione dell'occupazione pari al 4.4 per cento.

A rendere noti i dati e sviluppare riflessioni è la Relazione elaborata dalla Commissione regionale per le Pari opportunità (Crpo), presieduta da Dusy Marcolin. Il documento, che analizza "la condizione della donna e lo stato di attuazione degli obiettivi delle pari opportunità" nel 2020, prende spunto dai dati dell'Osservatorio regionale per tratteggiare una realtà che oggi penalizza lavoro autonomo e indipendente, commercio tradizionale e turismo, lavoro a tempo determinato. E impatta in particolare sulla componente femminile, che durante la lunga emergenza sanitaria ha dedicato al lavoro familiare più tempo rispetto ai partner. Lcono in un contesto comunque particolare visto che il Fvg - in controtendenza rispetto all'andamento nazionale - è la regione del nord meno colpita in termini di disoccupazione e registra anzi duemila occupati in più rispetto al 2019, a causa del fenomeno peculiare dell'aumento della componente inattiva non in età da lavoro (studenti, casalinghe e pensionati).

Il Friuli Venezia Giulia è la regione meno ricca del nord Italia

"Risolvere il problema dell'occupazione femminile - commenta Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale - è fondamentale in vista della ripartenza post-pandemia. Le difficoltà di accesso al mercato del lavoro in una fascia di età molto attiva sono infatti in diretto rapporto con la crisi demografica, che è in un certo senso il problema dei problemi in Friuli Venezia Giulia. Il continuo calo delle nascite mette infatti a serio rischio il futuro delle nostre comunità e c'è pertanto bisogno di individuare misure e meccanismi che consentano alle donne di conciliare tempi di vita e di lavoro. Bene ha fatto la Giunta regionale a individuare questo tema tra crisi è stata più pesante nei territori della Bassa friulana e della Bassa isontina che a Trieste. Dati preoccupanti che si inserisa le sue priorità".

Contrasto alla disoccupazione

Di fronte al problema-lavoro, anche la Crpo torna a chiedere alla Regione di "attivare tutte le misure idonee a contrasto della disoccupazione", con nuovi servizi e un occhio di riguardo per le politiche sociali. La presidente Marcolin ha peraltro apprezzato le misure già messe in campo dall'ente, in particolare dall'assessore che ha la delega sulla Famiglia e che sta predisponendo una legge specifica su questo tema. La relazione della commissione esamina altri due problemi. Ilprimo  è la violenza di genere, che ha visto durante il lockdown un aumento esponenziale dei casi ma che può contare in Fvg su una vasta rete di associazioni e soggetti pubblici e privati impegnati nel lavoro di contrasto. In prospettiva, la Commissione auspica la revisione della legge regionale 17 del 2000, sulla base delle proposte già depositate in Consiglio. Una soluzione legislativa viene sollecitata anche per l'ultimo aspetto critico sottolineato dal documento, il problema della disparità di accesso alle cariche elettive. Una revisione della legge elettorale dovrebbe portare "all'applicazione della doppia preferenza di genere o di qualsiasi altro strumento che favorisca la partecipazione delle donne".

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