Tassa sulla casa: chiarezza, altrimenti paralisi del mercato

Ad affermarlo è il presidente di Confcommercio FIMAA, Lino Domini, che ha esternato riguardo alla riforma del catasto. Il problema dell'aggiornamento non toccherebbe la regione, dove è tutto regolarizzato

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

La riforma del catasto? «In regione le unità immobiliari sono in gran parte regolarizzate». Lino Domini, presidente provinciale di Confcommercio Fimaa, invita a non lasciarsi spaventare dalle notizie che riguardano nuove tassazioni sulla casa. «Serve chiarezza – afferma –, altrimenti c’è il rischio di paralizzare un mercato che alimenta una parte rilevantissima dell’economia, penso alle piccole imprese e al mondo dei professionisti».

La riforma del catasto, a quanto si può capire dalle anticipazioni di stampa, osserva Domini, «mira a collegare i valori fiscali degli immobili a quelli di mercato.   E' risaputo del resto che ci sono differenze sui valori reali di mercato e i catastali rivalutati, lo dimostrato ampiamente i numeri raccolti dall'Agenzia del territorio sugli atti di compravendita monitorati costantemente su base statistica dei Comuni, con tanto di zone e  microzone».

L'idea del governo è di «cancellare i cosiddetti moltiplicatori e fare in modo che la richiesta fiscale sia in linea con il valore reale del bene. Il progetto è dunque quello di determinare due valori: uno di mercato (valore patrimoniale) e l'altro determinato dal canone medio annuo netto (valore reddituale). L' aggiornamento verrà calcolato non più a vani ma a metro quadro, visto che è già possibile nel 95% dei casi da parte degli uffici preposti.

L'accatastamento e l'aggiornamento degli immobili – sottolinea Domini – è una  piaga nazionale ma, per fortuna, non tocca la nostra regione, che, grazie a privati e professionisti, hanno e contribuito a regolarizzare con l'agenzia del Territorio tutte le unità esistenti. Certamente la riforma avrà un ruolo fondamentale per l'erario, visto che è dalle rendite catastali che si parte per calcolare l'imposta sugli immobili da versare allo Stato. In generale ci saranno alcuni che ci potrebbero anche guadagnare (sempre che le aliquote siano effettivamente ridotte della stessa percentuale con cui crescerà la base imponibile di calcolo dell'Ici-Imu) mentre altri ci perderanno. Non dimentichiamo, tuttavia, che la proprietà immobiliare rappresenta ancora un bene rifugio per eccellenza, visto che può essere fonte di reddito con una locazione, e che la flessione di mercato è dettata più dalla indisponibilità delle banche a concedere mutui piuttosto che alla paura di investire in beni immobili».

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