Sciopero alla Pilosio, l'azienda propone «un sistema di retribuzione più moderno»

In 78 hanno incrociato le braccia a partire da oggi, e proseguiranno fino a domani alle 17. Lo scorso 28 maggio era stato omologato dal tribunale il concordato preventivo

La protesta dei lavoratori

Sciopero di un giorno e mezzo per i 78 dipendenti Pilosio, in procinto di passare alla Pilosio group Spa, la “new company” costituita per rilevare l’attività produttiva dell’azienda di Feletto dopo il via libera al concordato preventivo, omologato lo scorso 28 maggio dal tribunale di Udine. Dietro alla scelta di incrociare le braccia - annunciata da Carlo Cimenti (Fiom-Cgil) e Pasquale Stasio (Fim-Cisl) dopo un’assemblea dei lavoratori tenutasi stamattina -, secondo quanto riferito dai sindacati, la volontà della nuova proprietà di disdettare tutti i trattamenti integrativi in essere, aziendali o individuali, aggiuntivi rispetto alla contrattazione collettiva. L’astensione dal lavoro, decisa con effetto immediato a partire dalle 13 di oggi, è stata proclamata fino alle 17 di domani.

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La versione della Pilosio

La direzione di Pilosio ha replicato con una nota ufficiale. «Dopo l’interruzione unilaterale dei sindacati della trattativa in merito al passaggio del personale di Pilosio alla newco, come previsto dal piano di concordato preventivo, la direzione aziendale sottolinea la volontà di ammodernare il sistema di retribuzione nel pieno rispetto del contratto collettivo nazionale, al fine di incentivare il miglioramento delle performance dell’azienda stessa e portarla così in un percorso di rilancio, precisando che gli inquadramenti professionali rimangono invariati. Si intende cioè passare da un sistema di retribuzione definito una ventina di anni fa ad uno più in sintonia con la moderna contrattazione di secondo livello, come per altro previsto dallo stesso Contratto nazionale di lavoro in vigore, e che guarda con maggiore attenzione ai premi di risultato. Per questo la direzione ha proposto alle parti sindacali un sistema incentivante, vale a dire un sistema di retribuzione variabile legato a diversi criteri, peraltro suggerito e studiato da alcuni responsabili e dipendenti della stessa Pilosio. Non si comprende quindi a pieno la rigidità della parte sindacale su questo elemento dell’accordo e la portata della reazione che ha indotto a proclamare uno sciopero prima di aver esaurito tutte le possibilità di trattativa con l’azienda. Per il Ceo le porte rimangono aperte per poter riprendere al più presto la discussione, in quanto la priorità dell’azienda è e rimane quella di continuare a lavorare a pieno ritmo con la Newco per il rilancio del Gruppo».

La comunicazione sindacale

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