Pagamenti della pubblica amministrazione, in Fvg ritardi per circa un miliardo di euro

Lo ha stabilito il rapporto elaborato dal centro studi 'Impresa Lavoro' con costi a carico delle imprese che possono arrivare fino a 90 milioni all'anno

Il ritardo dei pagamenti ai fornitori della PA ha finora determinato un costo del capitale a carico delle imprese italiane di oltre 6 miliardi di euro all’anno, pari a quasi 30 miliardi nel periodo 2009-2013. Il dato emerge da una ricerca (scaricabile interamente dal sito www.impresalavoro.org) realizzata dal centro studi di ispirazione liberale “ImpresaLavoro” di Udine, promosso dall'imprenditore Massimo Blasoni e il cui board scientifico è presieduto dal professor Giuseppe Pennisi (economista, consigliere del Cnel e docente all'Università Europea di Roma, già Banca Mondiale e dirigente generale dei Ministeri del Bilancio e del Lavoro).

Lo studio sottolinea come ci si debba accontentare in questo campo di una stima prudenziale, dal momento che le stesse amministrazioni pubbliche non dispongono di una sistematica e organizzata documentazione sui crediti dei propri fornitori e sulle fatture associate, a causa delle insufficienze nei sistemi di contabilizzazione delle transazioni. Le stime sulla dimensione del fenomeno si sono basate sull’impiego di metodologie statistiche e di indagini campionarie. 

Secondo le stime prudenziali di “ImpresaLavoro”, l’ammontare per il 2013 è di circa 74,2 miliardi di euro, pari a circa il 4,8% del PIL. Lo stock di debito commerciale della nostra PA risulta in calo: nel 2010, esso aveva toccato la cifra record di 87,3 miliardi di euro, pari al 5,5% del PIL. La diminuzione dello stock è dovuta alla riduzione della spesa pubblica relativa all’acquisto di beni e servizi, nonché dei tempi di pagamento concordati con i fornitori. Non è quindi diminuito il ritardo medio nel pagamento delle fatture.

La ricerca di "ImpresaLavoro" rivela come, a livello europeo, sia in termini nominali che relativi, l’Italia risulti essere il Paese col maggiore stock di debito. Già dal 2010, ha infatti il peggior rapporto tra debiti commerciali e PIL, superando tanto la Spagna quanto la Grecia, le uniche in Europa (a parte l’Italia) a superare il 3% in questo rapporto. Per un'impresa italiana che lavora con PA, l'incidenza di questi costi sulla singola fornitura risulta così pari al 4,2%: un dato circa 4 volte superiore a quello sostenuto da un'impresa francese (1,2%) e circa 7 volte superiore a quello sostenuto da un'impresa tedesca (0,6%). 


Nota sul Friuli Venezia Giulia

Tutti i dati citati dalla ricerca si riferiscono alla dimensione nazionale della spesa pubblica e dei ritardi nei pagamenti.Isolare il dato di una singola regione non è semplice. Tuttavia incrociando i dati relativi alla spesa pubblica in Friuli Venezia Giulia (che l'Istat certifica essere il 2,5% del totale di quella nazionale) e i ritardi medi di pagamento delle amministrazioni regionali (sensibilmente inferiori a quelli nazionali e contenuti, secondo Assobiomedica, in 90 giorni complessivi) il debito commerciale delle Pubbliche Amministrazioni friulane verso imprese private è stimato in 1 miliardo di euro, con costi a carico delle imprese che possono arrivare fino a 90 milioni all'anno.  

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