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Danieli: stop ai lavori in Iran per 1 miliardo e mezzo di euro

Banche non più disponibili a finanziare progetti iraniani per paura di ottenere sanzioni secondarie

Commesse congelate in Iran per 1,5 miliardi di euro per la Danieli a seguito del l'uscita degli Usa dal trattato sul nucleare del gennaio 2016 e che ora guarda all'Europa per una possibile evoluzione positiva della vicenda. È quanto affermano l'amministratore delegato Alessandro Trivillin e il direttore finanziario Alessandro Brussi a margine della Italian Investment Conference di Unicredit.

Le commesse

«In Iran stiamo aspettando - spiegano - abbiamo firmato ordini con le controparti iraniane nel 2015 e non sono ancora in vigore perché manca la copertura finanziaria». «Dopo la sigla del trattato del gennaio 2016 - proseguono - è iniziato un faticoso processo per rendere finanziabili questi ordini, ma adesso è stato interrotto perché con l'uscita degli Usa dal trattato le banche non sono più disponibili a finanziare progetti iraniani per la paura di ottenere sanzioni secondarie». Le commesse riguardano una centrale elettrica e impianti per fare acciaio ad uso civile e adesso «vediamo quali saranno gli accordi che L'Ue farà con gli Usa, perché se fossimo stati da soli come italiani sarebbe più difficile, ma hanno incominciato a pestare i piedi anche colossi come Siemens, Airbus e Total e quindi lo scontro economico-commerciale si è innalzato e gli interessi in gioco sono molto più ampi». 

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