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Giovanni Da Pozzo

Giovanni Da Pozzo

Confronto Comune-Commercianti, Da Pozzo: «Dialogo necessario»

Il presidente della Camera di Commercio interviene dopo l'incontro tra le parti tenutosi ieri pomeriggio. Le carte che il commercio udinese si deve giocare «rimangono quelle del servizio, cortesia, qualità del prodotto, professionalità»

«Le posizioni contrapposte aiutano a trovare soluzioni migliorative». Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Udine e di Confcommercio provinciale, plaude alla riunione di lunedì sera, «utile confronto tra le associazioni di categoria, gli operatori commerciali e l’amministrazione comunale» sul futuro di piazza XX Settembre. Fermo restando che, come rimarcato durante l’incontro da Confcommercio, «si tratta di individuare una strategia complessiva per la città, una visione lungimirante che sta per esempio alle spalle del progetto per il parcheggio di piazza Primo Maggio, che ha avuto il sostegno camerale proprio perché pensato non a risolvere un problema contingente, ma a favorire l’accesso in città di turisti e consumatori, fissando un punto fermo sulle aree di sosta a ridosso del centro storico. Sorprende che, proprio su una struttura che consente un rapido ingresso ai negozi e ai locali pubblici, e non è nemmeno impattante dal punto di vista architettonico e ambientale, ci sia qualcuno che dissente».

Nel merito dei temi sollevati all’hotel Astoria, Da Pozzo rende merito al Comune di aver previsto per la città un calendario di eventi, così come richiesto dalle imprese. «Appuntamenti di richiamo sono un valore aggiunto per Udine – osserva il presidente di Cciaa e Confcommercio –, anche se non c’è un’equazione diretta tra eventi e incremento degli affari in un periodo di perdurante crisi economica, con una secca riduzione del potere d’acquisto dei consumatori in presenza, tra l’altro, del decollo dell’e-commerce e di una sempre migliore organizzazione della grande distribuzione e del dettaglio di qualità nel comprensorio provinciale».

Le carte che il commercio udinese si deve giocare, prosegue Da Pozzo, «rimangono quelle del servizio, della cortesia, della qualità del prodotto, della professionalità, fattori che hanno sempre qualificato l’offerta del capoluogo friulano. Il modo migliore per competere con le sempre più numerose catene di franchising, per favorire un non sempre facile ricambio generazionale e per diventare protagonisti del ritorno di Udine a una posizione di centralità economica e politica all’interno della regione. Su un altro fronte, all’amministrazione spetta il compito di attirare finanziamenti infrastrutturali fondamentali per la crescita del terziario. Le due parti dovranno quindi concordare su una gestione non solo del quotidiano, che pure serve, ma soprattutto su un’azione di medio-lungo periodo». Ben venga dunque «il dialogo con chi è stato democraticamente eletto. Ci si può contrapporre – conclude Da Pozzo –, ma in un’ottica costruttiva. Il negativismo e la protesta fine a sé stessa non portano da nessuna parte. La demagogia non ci aiuta a crescere».


 

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