Crisi Principe di San Daniele, in forse il pagamento degli stipendi

La denuncia della FLAI-CGIL: «Mancanza assoluta di comunicazioni da parte della proprietà»

Dopo il forfait del Fondo 4R, adesso ci si mettono anche gli hacker: il gruppo Kipre inanella un problema dietro l'altro, soprattutto per quel che riguarda il pagamento degli stipendi che, a quanto pare, saranno ridotti a causa di un "attacco hacker" al sistema di gestione informatica della società. Il 27 settembre scorso, infatti, si è verificato un attacco hacker che ha bloccato i sistemi della società principale, a Trieste e ora la Polizia Postale sta indagando per identificare i responsabili di questo blocco.

Il problema informatico andrà però a colpire i dipendenti: domani, giovedì 10 ottobre, è giornata di pagamento e il blocco del sistema informatico, però, non ha permesso al personale amministrativo di eseguire tutti i conteggi in maniera dettagliata sulle ore di presenza.  i I lavoratori a libro paga degli stabilimenti Principe e King's sono rispettivamente rispettivamente 115 e 15.

Da qui una comunicazione di servizio da parte dell'azienda che è stata affissa in tutti gli stabilimenti, per informare il personale della vicenda e di un versamento del salario in misura ridotta, pari al 85% per ridurre al massimo il disagio delle maestranze. La notizia è giunta anche alle organizzazioni sindacali che stanno cercando di fare il possibile per tutelare l'occupazione e salvare queste importanti realtà produttive.

Ormai è di lunedì scorso la notizia dell'uscita del Fondo 4R dal piano di rilancio e la FLAI-CGIL  – per voce di Sandra Modesti della segreteria provinciale triestina – , manifesta tutte le sue perplessità sulla vicenda.

Le criticità

«È stata inoltrata all'azienda la richiesta di un incontro urgente – spiega Modesti – alla quale non abbiamo ricevuto risposta e non possiamo che prendere atto della mancanza assoluta di comunicazioni da parte della proprietà. Ad oggi non ci sono garanzie circa il pagamento degli stipendi al 10 ottobre, che ci auguriamo avverrà regolare come nei mesi precedenti; non abbiamo risposte sul destino del Gruppo e delle aziende che ne fanno parte. Non siamo in grado di dare rassicurazioni ai lavoratori perché né la proprietà né consulenti e avvocati si prendono l'onere di sedersi al tavolo con le parti sociali per affrontare il difficile scenario che si sta delineando».

L'incontro

«Siamo stati convocati dalla Regione lunedì 14 – fa sapere Modesti – e vedremo come l'amministrazione Regionale intende porsi nei confronti di un'azienda che non dà risposte e se a quel tavolo sarà presente finalmente la proprietà, o se già prima di quell'incontro si delineerà il percorso per quei lavoratori. Abbiamo denunciato più volte quanto sia debole lo stabilimento di Trieste all'interno del gruppo e riteniamo, proprio per il basso valore aggiunto del wurstel, che proprio i lavoratori del territorio triestino siano quelli più a rischio non trovandosi all'interno delle tutele di un consorzio. In un territorio già segnato da diverse crisi aziendali e dove la ricollocazione è tutt'altro che scontata non ci possiamo permettere di perdere nemmeno un posto di lavoro».

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