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Dove chiudono le fabbriche si compra meno pane

Come dichiarato dal presidente dei panificatori della provincia Pierluigi Orlandi si è registrata "una sensibile flessione nella vendita del pane e degli articoli di pasticceria in determinate zone del Friuli dove esiste la presenza di industrie importanti"

Meno soldi in giro e in Friuli si risparmia anche sul pane. La tendenza è stata confermata, dati alla mano, dal presidente dei panificatori della provincia di Udine Pierluigi Orlandi, che ha registrato una sensibile flessione nella vendita del pane e degli articoli di pasticceria in determinate zone del Friuli dove esiste la presenza di industrie importanti che passano un periodo di difficoltà come ad Amaro, Cervignano e San Giorgio di Nogaro.

Le flessioni delle vendite, rivela sempre Orlandi, - come riportato da Il Gazzettino - oscillano fra il 5 e il 15%. In questo periodo, ad esempio, la vendita delle fave artigianali si nota un certo calo. Insomma c'è la crisi e questa si fa sentire anche in un settore dove pareva impossibile rinunciare all'acquisto di generi come il pane e il latte.

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E chi può acquistare, dice sempre Orlandi, lo fa con grande oculatezza dosando e mirando. Ma poi c'è un altro aspetto: quello legato ai pagamenti delle forniture degli stessi proprietari di panifici, allungati dai clienti in maniera senpre più consistente.Si tratta di un atteggiamento che evidentemente destabilizza e mette in difficoltà le aziende che a loro volta devono onorare il pagamento di fatture.Insomma un effetto domino pericoloso e devastante per i bilanci aziendali. E poi c'è il ritorno ad un'altra abitudine: il pagamento con il libretto.

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