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Bilanci in passivo e crisi strutturale per il settore agricolo friulano

Serve puntare su sburocratizzazione e internazionalizzazione, anche utilizzando i nuovi sostegni del Psr, dice Cressati (Confagricoltura Fvg). Avanti con la Doc Friuli Venezia Giulia

È stato un anno “intenso” e complesso per l’agricoltura del Fvg secondo il presidente di Confagricoltura regionale, Claudio Cressati. Tante le cose avvenute, a partire da Expo, «un’operazione di successo in termini conoscitivi e di partecipazione, che però non è riuscita a mostrare il vero volto dell’agricoltura e i cui risultati si vedranno, speriamo, nel 2016». Sull’azione del governo nazionale Cressati è positivo: «Bene il risultato della Stabilità sia per quanto riguarda l’Imu, l’Irap e gli altri interventi relativi al settore. L’azione di governo c’è stata e ha tenuto in debita attenzione l’agricoltura. Ma paradossalmente – spiega il presidente – proprio l’anno in cui il governo ha mostrato più attenzione è stato quello in cui l’agricoltura, più silenziosamente degli altri anni, è entrata in una crisi strutturale. I bilanci sono i peggiori degli ultimi anni, tranne che per qualche settore. La vicenda del latte, tra l’altro, ha dimostrato come la filiera agricola, anche in Fvg, sia disconnessa e quanto lavoro ci sia da fare per creare un’agricoltura competitiva. È stato un anno di verità - prosegue il presidente degli imprenditori agricoli - in cui si è visto l’esito di questa riforma della Pac cervellotica e burocratizzata al massimo, in cui nessuno ha dato il meglio di sé, le Regioni, il ministero e i sindacati. È venuta fuori una Pac incomprensibile per gli agricoltori e che darà meno risorse in maniera non organizzata. Comunque, una cosa è certa: l’Italia e il Fvg agricolo non possono fare a meno del mondo, lo abbiamo capito dall’embargo russo e dalla minore capacità di spesa dei cinesi. Dunque, è bene praticare l’internazionalizzazione con decisione, non solo come elemento di slogan. Bisogna cogliere le opportunità in merito contenute anche nel nuovo Psr che, finalmente, ha visto la luce ed è in attesa dell’emanazione dei relativi bandi».

E per il 2016? «Mi auguro che l’agricoltura regionale venga interpretata nel modo corretto come un vero settore economico e che si proceda rapidamente nei processi di sburocratizzazione come primo elemento di competitività. Servirà pure un’accelerazione nel percorso di costituzione della nuova Doc Friuli Venezia Giulia, in grado di dare risposte importanti agli operatori della filiera vitivinicola regionale», conclude Cressati.

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