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Immobiliare, aumentano le compravendite in provincia di Udine

Il 2015 conferma il ritorno al segno più. Segnali positivi in montagna, situazione stabile nelle località balneari. Per il futuro l'obiettivo è riqualificare le zone del capoluogo

+9,2 % rispetto all’anno precedente. E dopo un 2015 confortante dal punto di vista delle compravendite in provincia di Udine, anche il primo semestre del 2016 sembra portare notizie positive per il mercato immobiliare friulano.

I dati sono stati presentati oggi grazie alla diciottesima edizione dell’Osservatorio Immobiliare FIAIP, in Camera di Commercio, illustrati da Claudio Bernardis, presidente provinciale dell’associazione che riunisce gli agenti immobiliari professionali affiliati a Confindustria.

All’intervento relativo ai numeri del mercato immobiliare locale, anticipato dai saluti del presidente Fiaip FVG Leonardo Piccoli e dal presidente della Camera di Commercio, è seguito un convegno che ha coinvolto il vicesindaco di Udine Carlo Giacomello, il presidente dell’ANCE Roberto Contessi, il vicepresidente della Federazione delle BCC regionali Lorenzo Kasperkovitz e il presidente provinciale FIAIP Claudio Bernardis.

LA CRESCITA. Il 2015 infatti conferma il ritorno al segno più e consolida ulteriormente l’aumento delle compravendite in provincia. Il dato di crescita delle compravendite del settore residenziale nel 2015 è infatti del 9,2 % rispetto al 6,5% nazionale. Lieve la crescita anche per il commerciale (su scala nazionale), dell’ 1,9%, mentre invece la vendita di uffici e capannoni (terziario e produttivo) segna ancora il passo, a dimostrazione che la crisi delle aziende è purtroppo attuale. Al dato delle compravendite fa seguito anche un dato molto positivo riguardante i mutui erogati dalle banche. Ad esempio le BCC regionali negli ultimi 12 mesi hanno visto un aumento di mutui dedicati alla casa di ben il 29%.

Una fase quindi positiva come tiene sottolineare Claudio Bernardis: “I dati 2015 ci confermano una ripartenza del settore residenziale con prospettive di crescita anche nel 2016; i valori di Udine si mantengono simili a quelli precedenti facendoci capire che l’assestamento è da considerarsi definitivo e che possiamo prendere quello di oggi come un dato di realtà, non soggetto agli sbalzi vorticosi degli ultimi anni. Adesso dobbiamo ripartire da qui e assecondare la crescita con strumenti sempre migliori”.

I valori del mercato medi per la città di Udine premiano ancora il centro storico (intorno 3.000 /3.300 euro al metro quadro per il nuovo) e le zone prossime al centro a nord e ovest. Pagano ancora le aree limitrofe a Borgo Stazione (intorno ai 1.800 euro per il nuovo e meno di 1.000 al metro quadro per un appartamento in buono stato) e le periferie est e sud (sotto i 1.900 per il nuovo). Le nuove realizzazioni, a Udine o in provincia, soffrono in ogni caso dei prezzi elevati che dipendono dagli alti standard qualitativi imposti dalle normative.

Le locazioni vedono il centro storico pedonale con prezzi che vanno dai 9 ai 12 euro al metro quadro per l’arredato, mentre per il semicentro si va dai 6,50 ai 7,50, intorno ai 6 per la zona nord e ovest e tra 4,50 e i 5,0 per sud e est.

IL FUTURO. A questi dati positivi si accompagnano però delle considerazioni che servono da spunto per capire quello che sarà il mercato del futuro e quali interventi strutturali bisognerà operare per incentivare il settore. In primis il patrimonio immobiliare, soprattutto del capoluogo, è vecchio e non adeguato alle più recenti normative per l’edilizia (soprattutto dal punto di vista del risparmio energetico). Si parla di palazzine anni ‘60-’70 il cui valore ha avuto negli ultimi anni un calo in doppia cifra, dal 2008 circa il 40/50%. Riqualificare queste zone, caratteristiche degli anni del boom edilizio, sarà quindi la vera sfida delle amministrazioni future.

Un altro dato riguarda il valore medio della compravendita: in un mercato italiano in cui dal 2008 a oggi le compravendite si sono praticamente dimezzate, gran parte delle operazioni riguarda immobili il cui valore è inferiore ai 100.000 euro, e questo penalizza le imprese costruttrici e gli operatori professionali delle intermediazioni.

“In questa ottica dovrebbe intervenire la nuova riforma regionale delle Politiche abitative, la 1/2016 – precisa Bernardis – che punta al riuso degli immobili dismessi e a una maggiore sinergia tra edilizia convenzionata e soggetti privati per la riqualificazione dell’esistente”.

Per quel che riguarda invece i dati relativi alle località turistiche ci sono segnali positivi sia per la montagna - aumentano in particolare le locazioni per periodi lunghi, dalle 2 alle 3 settimane - mentre le compravendite nelle località balneari confermano i dati del 2015 senza grossi scossoni.

Il trend positivo del mercato viene anche confermato dai dati che arrivano dalle banche. “Le difficoltà dell’economia e dei mercati – spiega Lorenzo Kasperkovitz, vicedirettore della Federazione BCC FVG - non hanno frenato l’attività delle 15 Bcc del Fvg per il sostegno alle comunità di riferimento attraverso le operazioni di erogazione di credito che, a marzo 2016, superano il miliardo di euro con una crescita, negli ultimi 12 mesi, del 41 per cento (erano 738 milioni di euro a marzo 2015).

Di questi, circa 300 milioni di euro sono destinati a mutui per la casa e rappresentano il 29 per cento del totale erogato. Nel primo trimestre 2016, i finanziamenti erogati per mutui casa ammontano a circa 67 milioni.

«L’attenzione alle aspettative di soci e clienti sulla “prima casa”, da parte nostra, resta alta – continua Kasperkovitz -. Infatti, all’azione creditizia vera e propria, si è affiancata la consulenza ai privati per l’ acquisto, che ha confermato l’importante ruolo svolto dal Credito Cooperativo regionale anche nella presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni (di cui alla Legge Regionale 6/2003). Nel 2015, delle 2.874 istanze di agevolazioni presentate in Fvg, ben 965 (il 33,9 per cento), sono state veicolate attraverso le Bcc».

Su erogazioni, mutui e impieghi, inoltre, si consolidano le quote di mercato detenute dalle Bcc regionali. A dicembre 2015, la quota di mercato sulle erogazioni totali a medio-lungo termine era pari al 13,92 per cento; la quota di mercato sui mutui casa era del 27,95 per cento; la quota di mercato sugli impieghi era superiore al 17 per cento, consolidando il trend di aumento registrato negli ultimi anni (15,12 per cento a fine 2011).

Cauti per quel che riguarda gli effetti della riforma sono i costruttori, che si sono confrontati durante il convegno anche con il vicesindaco Carlo Giacomello. In rappresentanza dell’amministrazione comunale Giacomello ha lanciato la sfida di riqualificare le ex aree militari, come la caserma Osoppo, o le aree Peep. Un progetto a lungo termine che necessita di pianificazioni e investimenti che non possono più arrivare solo dalle casse comunali.

Roberto Contessi dell’ANCE deve fare i conti con una crisi strutturale che ha messo a durissima prova le imprese del suo settore: "Le nsotre imprese si sono dimezzate nel corso di pochi anni. Prima di esporci sui possibili risultati della riforma – ha spiegato - attendiamo di vedere i regolamenti attuativi della nuova legge regionale sulla casa. Vogliamo capire la portata di questi nuovi investimenti regionali che daranno linfa vitale alla ripartenza del comparto e che porteranno nuove prospettive per il settore edile, particolarmente colpito in questi ultimi anni. Per noi ripartenza vuol dire nuovi posti di lavoro e conseguente ripartenza dei consumi. Speriamo che possa finalmente essere così. Fra le varie cose che abbiamo chiesto alla Regione in sede di confronto per l’elaborazione di riforma e regolamenti vorrei sottolineare: attenzione al leasing abitativo, regolamentazione delle possibilità di costruzione e vendite da parte delle Ater, un plafond annuale per il recupero energetico e immobiliare fuori norma, un sostegno per la garanzia delle locazioni a potenziali investitori"

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