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Sabato, 2 Luglio 2022
Corsi&Formazione

Civiform apre al settore socio-sanitario: al via nella sede di Cividale il primo corso di misure compensative Oss

Gratuito e rivolto a chi è già in possesso di un titolo di studio in ambito socio-sanitario (anche estero) o ha esperienze professionali pregresse nell'assistenza di base, porterà 21 allievi al conseguimento di una Qualifica regionale 3° Livello EQF

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Al via al Civiform di Cividale il primo corso di Misure compensative OSS. Un percorso formativo rivolto a chi è già in possesso di un titolo di studio in ambito socio-sanitario (anche estero) o ha esperienze professionali pregresse nell'assistenza di base e vuole ottenere la qualifica di Operatore Socio Sanitario. Il Centro di Formazione professionale apre così a un settore delicato e sempre più decisivo, per dare una risposta all’incessante richiesta del territorio di figure preparate per far fronte in modo professionale alle crescenti necessità legate all’invecchiamento della popolazione locale. Solo con tale titolo, infatti, si possono svolgere attività di assistenza di base, socio-assistenziale e di assistenza a domicilio per soddisfare i bisogni primari della persona e favorirne il benessere e l’autonomia. Il corso di 700 ore si allinea alle indicazioni delle professioni più richieste del Friuli Venezia Giulia e si configura come il primo, fondamentale step di attività nel filone: entro breve, infatti, verrà attivato anche un percorso con partner Scuola Centrale Formazione dedicato all‘assistenza familiare grazie alla collaborazione con Domina, associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico. “Per ridurre il disagio sociale e la marginalità alla quale vanno incontro sempre più persone, l’unica ricetta consiste nella partecipazione sociale e nell’integrazione” spiega la direttrice di Civiform Chiara Franceschini “con questo e altri percorsi vogliamo allargare il nostro ambito d’azione per dare una risposta concreta al territorio e far sì che nessuna persona con competenze socio-sanitarie venga dispersa”. Il percorso, che porterà 21 allievi al conseguimento di una Qualifica regionale 3° Livello EQF (European Qualification Framework) di Operatore Socio-Sanitario, è gratuito perché finanziato dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione Sociale 2014/2020 e si realizza in stretto contatto con servizi pubblici e territoriali, tra cui servizi socio-sanitari, socio-assistenziali territoriali (ASP, RSA, Aziende Ospedaliere, Servizi per le dipendenze e per il supporto alle persone con disabilità, Servizi dei comuni per l’assistenza domiciliare). Fondamentale anche il supporto Confcooperative, associazione di rappresentanza delle cooperative che ha sostenuto e auspicato la nascita di questo progetto. Paola Benini, neoeletta presidente di Confcooperative Alpe Adria - che raccoglie l’eredità e il testimone delle ex unioni territoriali di Confcooperative Gorizia, Trieste e Udine - saluta l’iniziativa come “un’importante e significativa novità nell’offerta formativa della nostra associata Civiform che risponde all’esigenza pressante del nostro sistema di welfare pubblico e privato di poter contare su un numero sempre maggiore di personale qualificato in ambito assistenziale. Fa particolarmente piacere che sia stata proprio una cooperativa sociale a investire tempo e pensiero in questo progetto, a riprova che la cooperazione ha a cuore lo sviluppo di servizi di qualità e di un’occupazione sana e qualificata”. Non casuale la data scelta per avviare il corso, l’8 marzo, per omaggiare simbolicamente quella fetta di popolazione che sembra essere maggiormente coinvolta nel settore: Renata Purpura, direttrice della progettazione di Civiform commenta che “tutte le nostre allieve sono donne, in linea con ciò che accade anche a livello nazionale, dove il profilo dell’operatrice socio assistenziale è quasi sempre quello di una donna fra i 40/45enne, o più giovane, dotata di grandi competenze sanitarie e tecniche, ma anche fondamentali soft skills come empatia, capacità di ascolto e buon equilibrio personale”.

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