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Contratto metalmeccanico: c'è il rinnovo, in Fvg lo approva il 92 % dei lavoratori

Per la prima volta in un contratto è stato inserito il tema della tutela delle donne vittime di violenza di genere, sia in ambito lavorativo che familiare

Si è conclusa ieri la lunga campagna di assemblee in tutte le fabbriche metalmeccaniche, con le quali Fim Fiom e Uilm, hanno cercato di coinvolgere il maggior numero di lavoratrici e lavoratori in tutta Italia, per sottoporre al voto l’ipotesi di accordo di rinnovo del Contratto Nazionale che era scaduto da dicembre 2019. Anche in Fvg, il sindacato dei metalmeccanici, dichiarano i segretari regionali di Fim Fiom e Uilm– Gianpiero Turus, Maurizio Marcon e Ezio Tesan, ha messo in atto uno sforzo organizzativo straordinario, in condizioni estremamente difficili e complesse, causa situazione pandemica ancora in corso, oltreché al conseguente impatto della cassa integrazione che, seppur in forma minore, interessa ancora oggi molte imprese del settore.

La consultazione ha coinvolto una platea di 28356 lavoratrici e lavoratori, in 179 Aziende, va sottolineato che la partecipazione attiva di tutte le lavoratrici e i lavoratori, si è garantita nel rispetto delle condizioni di sicurezza imposte dai protocolli aziendali anti contagio da COVID 19, con una frammentazione delle platee di lavoratori nei singoli turni e moltiplicazione del numero di assemblee, ne sono infatti state effettuate 506. Il risultato referendario ha visto partecipare al voto 12193 lavoratrici e lavoratori che si sono così espressi: favorevoli 11250, contrari 675, bianche 229, nulle 39. Con il 92% di sì l’ipotesi di accordo di rinnovo per il Ccnl in FVG è approvata.

La vertenza del Contratto si è conclusa in un momento complicatissimo per l’intero paese, ciononostante il risultato consente di superare le iniziali chiusure di Confindustria rispetto il ruolo del Contratto Nazionale. Consegna per la prima volta incrementi salariali superiori all’inflazione, un rinnovato sistema dell’inquadramento professionale, evoluzione che classifica i lavoratori in 4 macro aree professionali eliminando la categoria più bassa e valorizzando le nuove professionalità. Su questo tema, la riscrittura delle declaratorie contrattuali, innova ed aggiorna un sistema ormai non più attuale, realizzato nel 1973.

Il nuovo inquadramento assieme alla formazione professionale, apre a nuove sfide per il sindacato e imprese sulla valorizzazione e centralità della professionalità dei lavoratori e del lavoro. Il contratto collettivo nazionale di lavoro riconferma il Welfare e la sanità integrativa, promuove la previdenza complementare per i giovani lavoratori e affronta per la prima volta in un contratto, il tema della tutela delle donne vittime di violenza di genere, sia in ambito lavorativo che familiare, con strumenti efficaci come i congedi retribuiti e la garanzia di accesso al part-time e formule flessibili dell’orario di lavoro.

Il rinnovo rafforza il tema della salute e sicurezza, l’esperienza della gestione pandemica nelle fabbriche ha visto rilanciare e confermare il ruolo centrale degli Rsu ed Rls, che attraverso i comitati di gestione anti Covid 19, hanno saputo rendere le fabbriche sicure, questa esperienza viene confermata nel contratto nazionale anche per il futuro. Infine, il nuovo contratto introduce nuovi diritti di informazione e partecipazione su innovazione e miglioramento continuo, abbassando il requisito dimensionale delle aziende su cui si possono esercitare.

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