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Foto Gaspari

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Massimiliano Zamò: "una via italiana per recuperare competitività"

Il presidente dei giovani industriali friulani ha voluto aprire con questa considerazione il seminario di palazzo Torriani sulla Lean production. Presenti numerosi esponenti dell'imprenditoria friulana

"I principi fondanti di questo modello organizzativo, ormai conosciuto e applicato nel mondo, sono ancor più condivisibili in un contesto competitivo in cui tutte le aziende sono chiamate a una necessaria riduzione dei costi e a un miglioramento del servizio ai clienti. Ma la sola teoria non basta, richiede una sua contestualizzazione sulla base delle peculiarità del nostro territorio e delle nostre realtà organizzative. È necessario trovare una via italiana alla Lean Production".

Così il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Udine Massimiliano Zamò ha aperto a Palazzo Torriani il seminario sulla Lean Production, organizzato da Confindustria Udine, in collaborazione con Lean Experience Factory, di cui la stessa Confindustria Udine è socio fondatore, e COMET, e aperto alla partecipazione di tutte le aziende associate, in particolar modo PMI.

È possibile applicare la “Lean Production” nelle PMI che producono in piccola e media serie, anche con varianti e personalizzazioni? La risposta è assolutamente positiva. La lean production (produzione snella), infatti, permette alle imprese di focalizzarsi su attività e progetti a maggiore valore aggiunto, eliminando gli sprechi e permettendo di recuperare competitività, produttività e risorse. È un approccio operativo che può essere applicato a qualunque tipo di azienda, manifatturiera o meno, e rappresenta una carta vincente per migliorare le performance aziendali. Dapprima diffusa nel settore dell’automotive e nelle imprese di grandi dimensioni, è stata applicata anche nelle imprese medio-piccole di tutti i settori.
Giorgio Costacurta, presidente di COMET ha illustrato il manuale recentemente realizzato per il Distretto Industriale di Pordenone e Udine sulla Lean Production: "Con questo volume  abbiamo voluto creare qualcosa di accessibile e facilmente consultabile soprattutto dalle piccole e medie imprese; abbiamo voluto concretizzare il nostro approccio alla Lean, rendendolo a misura di PMI".

Ma a raccontare come tutto ebbe inizio qualche anno fa ci ha pensato Dario Pozzetto, dell’Università degli Studi di Trieste: "La Lean in Fvg è cominciata con un Master che abbiamo voluto attivare nel 2008, il cui grande successo e la partecipazione da parte delle più grandi aziende del territorio ci ha spinto a fare qualcosa di ancora più importante. La Lean è cultura, e non va infusa a una singola persona, ma a tutta l'azienda, al personale a tutti i livelli. È fondamentale un cambio di mentalità che spinga al miglioramento continuo. Le imprese che l'hanno applicata registrano un aumento della produttività tra il 15 e il 40%".

Paolo Candotti, direttore generale di Lean Experience Factory, è poi entrato nel merito della "Fabbrica modello" realizzata nel 2008 da Confindustria Udine e Pordenone a San Vito al Tagliamento. Una  realtà aziendale vera e propria costruita sui principi Lean sotto la guida degli esperti McKinsey: "Un'opportunità formativa unica che consente a studenti, imprenditori e aziende di imparare sul campo, in una fabbrica reale, i principi Lean, e di toccarne con mano i risultati. La fabbrica è vera, e dunque si trasforma a seconda dell'applicazione dei principi della Lean Production".
Ma sono state proprio alcune aziende che li hanno applicati a portare la loro testimonianza di successo, nel corso di una tavola rotonda moderata da Vincenzo Missio, capo della Sezione Management del Gruppo terziario Avanzato di Confindustria Udine.

Andrea Vidich (Friulsider spa) ha da poco introdotto il nuovo progetto Lean in azienda: "È il mercato che ce lo richiede, ci siamo imposti obiettivi di miglioramento del servizio, riduzione dei costi e degli sprechi. Siamo all'inizio, ma solo l'approccio alla Lean ci può dare ciò di cui abbiamo bisogno per vincere le sfide internazionali".

Giuseppe Pecoraro (Dinamics Technologies spa) ha invece portato un'esperienza già consolidata in tema di Lean: "Abbiamo istituito il primo gruppo di miglioramento nel 1994, e i risultati sono stati eccezionali, per cui abbiamo esportato il modello anche negli stabilimenti all'estero. Ma per una sua riuscita, il modello deve penetrare a tutti i livelli aziendali, deve diventare gioco di squadra, cultura, collaborazione".
"Ci siamo avvicinati alla Lean perché operando su mercati internazionali non potevamo essere carenti sul servizio ai clienti e sulla qualità - ha detto Pierluigi Mezzini (Zorzini spa) -; abbiamo attuato un cambiamento radicale della mentalità aziendale sulla base dei principi Lean e i risultati non si sono fatti attendere: in pochi mesi abbiamo raggiunto qualità e servizio eccellenti, e una riduzione dei costi mai attuata prima".

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