Confindustria: Luci "Dare fiducia alle imprese per tornare ad investire"

In conferenza stampa a Palazzo Torriani, il presidente della sezione provinciale di Confindustria ha discusso dei progetti futuri dell'associazione

Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine

“Solo mettendo al centro dell’attenzione il manifatturiero il nostro Paese potrà avere ancora prospettive di sviluppo. Ritengo infatti che sia nell’interesse di tutti creare le condizioni per il lavoro e la crescita piuttosto che andare a cercare le risorse per la cassa integrazione”.
 
E’ quanto ha dichiarato Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine, aprendo questa mattina a palazzo Torriani una conferenza stampa in cui, assieme a Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, e Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi di Confindustria, ha fatto il punto sull’andamento congiunturale dell’economia nazionale e provinciale e sui principali temi su cui intende svilupparsi nei prossimi mesi l’azione di Confindustria.
 
Il presidente della sezione udinese di Confindustria approva l'operato del premier Monti in questi ultimi mesi, ma ora è giunto il momento di cambiare direzione. “Bene ha fatto il Governo ad impostare una politica di rigore, ma ora è tempo di parlare di sviluppo. In fine dei conti, il mondo delle imprese – ha argomentato Luci – non chiede contributi, ma solo un’iniezione di fiducia, per far riprendere la macchina degli investimenti che ora è ferma."

La crisi intanto morde. Le previsioni di Paolazzi prevedono un ritorno al segno + per l’economia italiana a partire dal terzo trimestre 2013, ripresa che però appare alquanto incerta perdurando spread alti e restrizioni di accesso al credito da parte del mondo bancario. A livello provinciale le stime di Confindustria Udine parlano “di una stabilizzazione nel 2013, ma sempre al (seppur lieve) ribasso”.
 
“Ciò nonostante – ha evidenziato Marcella Panucci – la crisi economica resta un’opportunità per il Paese, ma anche per Confindustria. Sono finalmente arrivate riforme incisive che la nostra Associazione ha sostenuto con senso di responsabilità, come ad esempio la riforma delle pensioni che non è stata a costo zero per le aziende”.

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